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Cina: in carcere, l'attivista Hu Jia rischia la vita. Myanmar: due settimanali sospesi, un blogger a processo
Cina: in carcere, l'attivista Hu Jia rischia la vita. Myanmar: due settimanali sospesi, un blogger a processo Cina: in carcere, l'attivista Hu Jia rischia la vita
03.10.2008 - Sono molto peggiorate le condizioni di salute di Hu Jia, attivista per i diritti umani detenuto dal dicembre 2007 e condannato lo scorso 3 aprile a 3 anni e mezzo di carcere per aver criticato il governo. La ong Human Rights Watch denuncia che in carcere Hu rischia la vita e chiede pure che cessi la stretta sorveglianza verso sua moglie Zeng Jinan, agli arresti domiciliari da mesi con la figlia neonata Qianci. Hu, 34 anni, è noto nel Paese per le sue battaglie a favore dei malati di Aids. Ha sempre combattuto per uno sviluppo democratico della Cina, per un'assoluta libertà religiosa nel Paese e per una revisione della situazione del Tibet, che "dovrebbe essere libero di decidere del suo futuro". Con il tempo è diventato anche una sorta di punto centrale della dissidenza cinese: ha raccolto articoli, preparato ricorsi legali e presentato alla comunità internazionale l'opera di tutti gli altri oppositori del regime. Ha collaborato con i media stranieri e con le ambasciate, fornendo materiale sulle violazioni ai diritti umani commesse dal Partito comunista. E' in carcere per "istigazione alla sovversione contro lo Stato" per avere criticato il governo per le violazioni di diritti commesse durante l'organizzazione delle Olimpiadi. E' stato condannato in un processo in cui gli sono stati limitati persino gli incontri con l'avvocato. Il suo arresto è avvenuto nella vera campagna contro i difensori dei diritti che ha preceduto i Giochi di Pechino. Hu soffre di cirrosi epatica, dovuta a una cronica epatite B. La moglie Zeng ha documentato sul suo blog il peggioramento della salute in carcere, ma le autorità di sicurezza hanno più volte negato cure mediche presso un centro specializzato. Da ultimo, il 16 settembre hanno risposto a Zeng che il marito non può ricevere permessi medici perché "è disobbediente", rifiuta di stare "tranquillo" e viola le regole della prigione. Per questo Hrw chiede l'immediata liberazione di Hu, o almeno che sia portato dove può ricevere le necessarie cure mediche. In prigione gli sono anche confiscate le lettere che scrive e sono proibite visite della moglie e di altri parenti, perché - hanno detto a Zeng - "insiste a dare consigli su come migliorare la [vita in] prigione e non rinuncia a sostenere i diritti umani, così che crea problemi per il personale e la direzione del carcere". Zeng è agli arresti domiciliari dal 18 maggio 2007, insieme alla figlia di 10 mesi, sottoposta a rigida sorveglianza della polizia. Hrw denuncia che in Cina gli arresti domiciliari sono irrogati in via extragiudiziale senza una condanna. Il 7 agosto 2008, giorno prima dell'inizio delle Olimpiadi, la donna è stata portata in modo coatto e senza poter avvertire nessuno nella città costiera di Dalian, dove è stata fino al 23 agosto, giorno prima del termine dei Giochi. "Per 16 giorni - ha poi scritto nel blog - non ho saputo nulla del mondo. Solo funzionari con uniformi della polizia nel cortile". Sophie Richardson, responsabile di Hrw per l'Asia, spiega che "la sorveglianza ininterrotta di Zeng e della figlia non solo viola diritti fondamentali, ma è una punizione collettiva per le attività di Hu". (fonte: Asia News)
approfondimenti
Chi è Hu Jia, il dissidente condannato nell'aprile 2008 a 3 anni e mezzo di prigione?

Internet: rapporto svela che la versione cinese di Skype controlla messaggi e conversazioni, se individua parole "a rischio" il software invia un messaggio nascosto 
03.10.2008 - Duro colpo alla credibilità di Skype, il software che permette di telefonare, inviare messaggi e scambiarsi files via web: un rapporto dell'università canadese di Toronto e dell'organizzazione 'Citizen Lab' rivela infatti che la versione cinese del programma - sviluppata in partnership con la compagnia di Hong Kong TOM - permette di controllare e immagazzinare testi e conversazioni che includono parole 'a rischio'. Il sospetto, a questo punto, è che Skype venga utilizzato dal governo per monitorare le comunicazioni degli oltre 70 milioni di utenti cinesi del software: un sospetto confermato dalla risposta fornita dal TOM Group che ha osservato come la società "si adegui e rispetti le normative cinesi". La scoperta è stata fatta casualmente da un ricercatore del Citizen Lab che ha osservato come alcuni suoi messaggi venissero re-indirizzati di nascosto ad un indirizzo internet 'invisibile' e immagazzinati nei server della TOM. La rivelazione fa crollare la convinzione che il sistema di crittografia utilizzato da Skype fosse impossibile da decifrare da utenti 'esterni'. Candidamente, una portavoce di Skype ha spiegato al Wall Street Journal che l'idea che il governo cinese "possa controllare le comunicazioni dentro e fuori il paese non dovrebbe sorprendere nessuno". La stessa portavoce ha comunque affermato che la 'falla' nella sicurezza del programma sarebbe già stata bloccata. (fonte: ADN Kronos International)

Myanmar (ex Birmania): due settimanali sospesi, un blogger sotto processo
03.10.2008 - Reporters sans frontières denuncia la sospensione di due settimanali privati decretata dall'Ufficio della Censura (Press Scrutiny and Registration Board ) che li accusa di aver violato la legge. La rivista True News è stata sospesa dopo la pubblicazione, il martedì 30 settembre, di una foto che mostra alcuni bambini birmani mentre lavorano in un cantiere in Thailandia. I motivi della sospensione del secondo settimanale, Action Times, restano invece poco chiari e sembrerebbe che le autorità abbiano voluto punire la rivista per un articolo che annunciava la recente liberazione di 9 000 prigionieri. Secondo quanto ha riferito un giornalista che lavora a Rangoon, citato da irrawaddy.org, l'Ufficio della Censura ha convocato i capi redattori di True News e di Action Times e ha ordinato loro di sospendere la pubblicazione delle due riviste per due mesi e un mese rispettivamente. Il «Printers and Publishers Registration Act» del 1962 obbliga tutti i tipografi ed editori birmani a registrarsi e a presentare all'Ufficio della Censura due copie di ogni testo da pubblicare, prima della pubblicazione. L'Ufficio può così censurare e bloccare la distribuzione di tutti i testi considerati "pericolosi". Inoltre, i media pubblici nazionali non hanno sempre tenuta aggiornata la popolazione sui pericoli legati al consumo del latte contaminato cinese e questo in un Paese dove, per questioni economiche, numerose famiglie povere ne consumano quotidianamente. Solo la stampa privata ha informato regolarmente la popolazione al riguardo e ha offerto notizie su altre vicende di grande importanza come, ad esempio, la liberazione di U Win Tin (anche se nessuna foto dell'ex prigioniero è stata pubblicata, per mancanza di accordi governativi) o la crisi politica in Thailandia. Infine, Nay Phone Latt, giovane blogger birmano, è stato nuovamente costretto a presentarsi davanti ad un tribunale, lo scorso 30 settembre, in virtù dell'articolo 5 (j) dell'Emergency Provision Act del 1950, dell'articolo 505 (b), che puniscono la "diffamazione dello Stato" e dell'articolo 33 (a) dell'Electronic Act. Dopo la prima udienza del processo, nello scorso mese di giugno, è stato messo in una cella d'isolamento. Reporters sans frontières denuncia questa detenzione ingiusta e chiede, ancora una volta, la sua liberazione.
Dalla rete di Articolo 21