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Articolo 21 - La stampa estera
Solo una riflessione sui candidati europei.
 Solo una riflessione sui candidati europei.

Di Danilo Bargagli

Manca poco più di un mese alle elezioni europee e la febbre da candidatura sembra essersi placata; gli schieramenti hanno pubblicato i nomi di chi è papabile per Strasburgo ed ora si attende il voto del 6 e 7 giugno. Qualcuno è già finito sull'implacabile stampa estera, qualcun altro ha disatteso la propria popolarità. Sta di fatto che nel nostro paese, e forse questo rappresenta uno dei maggiori problemi di visibilità, abbiamo la strana e quanto mai viziosa abitudine a considerare l'Europarlamento come un luogo da politica di serie B, un emiciclo in cui il confrontarsi è assai astruso e problematico. Oppure, di qui il paradosso, è diventato lo sport nazionale dei partiti spedire in Europa chi non è allineabile o impresentabile. Non allineabile per le battaglie combattute ed impresentabile per i propri trascorsi nella politica 'de noantri'. Di conseguenza abbiamo avuto eurodeputati che hanno sbagliato il voto e chi non riusciva a capire i dossier in lingua inglese che circolavano per la votazione in questione. Ma anche chi ha partecipato attivamente e si è confrontato seriamente. Problemi 'made in Italy' insomma. Detto ciò vediamo un po' di gossip. Gossip!? Eh si avete capito bene amici lettori che mi sopportate da più di un anno qui su art.21, gossip. Oggi si parla di persone che abitavano in case con telecamere, che sedevano su troni dorati (di legno dipinto), partecipato a fiction che hanno reso ancora più odioso il canone Rai e sculettato sulle passerelle di Salsomaggiore agognando la trasversale scritta “miss Italia”. Chi sono? Le candidate del Pdl per l'Europarlamento. Silvio Berlusconi è finito sull'autorevole “The Huffington Post” uno dei blog più ascoltati con tanto di inviati accreditati per le convention di Obama. Con un post intitolato “Berlusconi stacks Parliament cabinet with beauty queens actrisses” il blog paragona il premier ad un sultano con il proprio harem e tira fuori le candidature che cercheranno di sbarcare a Strasburgo. E allora eccovi il gossip: Angela Sozio, curriculum; grande fratello 3, Barbara Matera; “letteronza” ed ex anche lei del Gf, a seguire Camilla Ferranti direttamente dalla fiction “Incantesimo” insieme ad Eleonora Gaggioli anche lei reduce dallo 'stupendo' cinema a puntate che propone la Rai in prima serata. C'è da dire, come riporta l'Huffington, che le ragazze in questi giorni stanno cimentandosi in lezioni sull'ordinamento della Nato, il concetto di Banca Centrale ed i principi del sistema monetario sotto l'attenta supervisione di Franco Frattini, Ignazio La Russa e lo stesso Berlusconi. Dal gossip passiamo alle candidature serie o presunte tali, o meglio, quelle che ti aspetti siano tali. Il caso si è presentato dopo la vicenda Alitalia nel bel mezzo della quale un coscienzioso Antonio di Pietro, scese nel cuore della contestazione e con il piglio della vera opposizione, catturò gli animi dei lavoratori, precari e non, che chiedevano certezze nella difficile transizione da agenda elettorale governativa. Tra i volti del presidio spiccarono due hostess, Daniela Martani e Maruska Piredda, immortalate la prima con cappio al collo e cartello arrecante la scritta “ecco la vera cordata Cai” e la seconda in atteggiamento da esultanza dopo il provvisorio fallimento della trattativa Cai-parti sociali. La foto della Piredda fece il giro del mondo e tutti i giornali autorevoli la elessero a simbolo della protesta. Oggi le loro strade si sono divise; Daniela Martani volteggia nell'universo reality e conduzioni televisive presunte ed è stata licenziata dalla nuova gestione Alitalia. Maruska invece non è stata licenziata ed è candidata al Parlamento Europeo, proprio con quel coscienzioso Di Pietro che l'ha scelta come simbolo dei lavoratori precari, lei che precaria non è. E nemmeno fa parte dei circa 6000 cassintegrati dell'Alitalia. La domanda a questo punto è: come è possibile passare da una protesta -legittima, come forma di libertà di espressione-, essere immortalati da un fotografo, veleggiare verso trasmissioni come Annozero -legittimo anche ciò- ed infine trovarsi in lizza per uno scranno europeo? -non proprio legittimo-. Allora ecco di nuovo il paradosso che ti arriva quando pensi che il tuo leader sia coerente con la sua politica. Accanto a all'hostess Di Pietro mette in campo delle eccellenze notevoli, sono quelli che hanno condotto battaglie di legalità molto importanti; Luigi de Magistris, Carlo Vulpio, Sonia Alfano, il nostro Nicola Tranfaglia e molti altri muniti di CV che va verso l'ecologia, la sostenibilità e l'esperienza politica. E Maruska? Che farà una volta eletta? Lei che faceva parte del coordinamento donne della Cisl e che si definì pentita di aver votato Pdl, che ancora una volta si pentì di far parte del sindacato di Bonanni per poi preferire la Cgil di Epifani ed infine tornare in Cisl. Poi dichiarava durante quei giorni di fuoco: “Secondo lei, se Alitalia mi lascia a casa, io e mia figlia come mangiamo?”. Non solo l'azienda non l'ha abbandonata, ma oggi può fare il salto di qualità, quello che non la farà salire mai più sopra un aereo -almeno in divisa- e solo a quel punto capiremo chi è in realtà. Per ora ci limitiamo ai dati sotto mano che vedono questa 'pasionaria' del teleobiettivo priva di alcuna esperienza di rilevanza internazionale, a parte il servizio svolto su rotte europee ed intercontinentali. Oggi la rubrica 'stampa estera' vuole essere uno spunto di riflessione; capire chi siederà in Europa sarà un segno tangibile per stabilire quale specchio porteremo sui media stranieri. Chi monitorizza, analizza ed infine riporta i fatti ed i misfatti di questa nostra incerta democrazia non aspira ad alcun vezzo di natura esterofila bensì constata, spesso con rammarico, come ci guarda chi, a differenza nostra, può muoversi con le parole più liberamente di noi.

 http://www.huffingtonpost.com/2009/04/23/berlusconi-stacks-parliam_n_190644.html

 

 

 

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