Articolo 21 - Information Safety & Freedom
Libertà di stampa nel mondo: newsletter n. 222/anno 2°, settembre 2008
Iran: prolungati i termini di arresto di quattro giornalisti azeri25.09.2008 - Un giudice istruttore ha deciso di prolungare la detenzione di quattro giornalisti azeri arrestati il 10 settembre senza fornire nessuna spiegazione e senza autorizzarli a incontrare i loro avvocati. I quattro - Alireza Sarafi, direttore del mensile 'Dilmaj' (giornale sospeso dal 23 settembre 2007), Said Mohamadi, caporedattore della rivista letteraria 'Yashagh', e i giornalisti Hassain Rashedi e Akabar Azad, della rivista 'Varlighe' e del settimanale 'Yarpagh' (uno dei giornali azeri più importanti del Paese) furono arrestati mentre erano riuniti nel domicilio di un attivista politico a Teheran. Il giorno dopo il loro arresto agenti del servizio informazioni procedettero a una perquisizione nei domicili dei giornalisti sequestrando documenti e CD e anche gli hard-disk dei computer. I quattro giornalisti sono attualmente detenuti nella sezione 209 della famigerata prigione di Evin, sezione direttamente controllata dal ministero dell'Informazione. (fonte: RSF)
Afghanistan: liberato giornalista dopo un anno di detenzione senza accuse
25.09.2008 - Le autorità militari statunitensi hanno liberato un giornalista afghano detenuto per quasi un anno senza alcuna accusa. Jawed Ahmad, di 22 anni, lavorava per il network canadese Ctv quando fu arrestato e portato nella base militare di Bagram. Secondo i gruppi in difesa dei diritti umani che hanno seguito il suo caso, Jawed fu arrestato per aver avuto contatti con dei gruppi talebani ed essere stato trovato in possesso di loro video. "Lavorando in zone di guerra, un giornalista deve essere libero di raccogliere informazioni da tutte le forze in campo, senza essere etichettato come 'nemico' da una parte o dall'altra", ha dichiarato l'Internation Federation of Journalists. (fonte: Peace Reporter)
Turchia: battaglia a colpi di media
25.09.2008 - Ancora polemiche per l'Akp del premier turco Recep Erdoğan. I quotidiani del magnate dell'editoria Aydin Doğan danno risalto ad un'indagine in corso in Germania che chiama in causa il partito al potere per finanziamenti illeciti. Partono fiumi d'inchiostro e accuse reciproche...
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Europarlamento: più garanzie per pluralismo d'informazione
25.09.2008 - L'Unione europea difenda maggiormente il pluralismo dei media e garantisca a tutti i cittadini UE un accesso a un'informazione libera e diversificata. Questo l'appello lanciato dal Parlamento europeo in una risoluzione comune approvata nel corso della sessione plenaria a Bruxelles. L'Europarlamento ritiene che i mezzi d'informazione "rimangono uno strumento di influenza politica" e che vi è il forte rischio che essi "non siano in grado di svolgere la propria funzione di organo di controllo della democrazia". I deputati invitano quindi la Commissione europea a promuovere, insieme agli Stati membri, una direttiva che assicuri il pluralismo, incoraggi e preservi la diversità culturale e garantisca l'accesso di tutte le imprese mediatiche agli elementi tecnici che consentono loro di raggiungere il pubblico. Inoltre, sempre secondo l'Europarlamento, "l'esperienza dimostra che la concentrazione della proprietà senza limitazioni di sorta mette a repentaglio il pluralismo e la diversità culturale" e che "un sistema basato esclusivamente sulla libera concorrenza di mercato non è in grado di garantire il pluralismo dei mezzi d'informazione". La concentrazione della proprietà nel sistema mediatico, avvertono a Bruxelles, "crea un ambiente favorevole alla monopolizzazione del mercato pubblicitario, ostacola l'entrata di nuovi attori sul mercato e conduce anche all'uniformità dei contenuti dei mezzi d'informazione". In questo contesto, l'Assemblea UE chiede agli Stati membri di migliorare il diritto di concorrenza, in modo da garantire l'accesso al mercato di nuovi operatori, la concorrenza e la qualità ed "evitare conflitti d'interesse tra la concentrazione della proprietà dei mezzi di comunicazione e il potere politico". Conflitti, è precisato nel testo approvato a Bruxelles, "che sono pregiudizievoli per la libera concorrenza, la parità di condizioni e il pluralismo". Un appello è infine rivolto affinché i servizi pubblici di radiodiffusione dispongano delle risorse e degli strumenti necessari per garantire loro "una vera indipendenza dalla pressione politica e dalle forze del mercato", ma anche per "promuovere l'interesse pubblico e i valori sociali". (fonte: ADN Kronos International)
Il Nobel della Pace 2008 potrebbe andare a dissidente cinese
24.09.2008 - Il premio Nobel per la Pace potrebbe andare quest'anno a un dissidente cinese, così da mantenere elevata la pressione sul regime della Repubblica Popolare in tema di tutela dei diritti umani, questione che l'eco suscitata dai recenti Giochi Olimpici di Pechino 2008 ha rilanciato. E' l'opinione espressa da uno dei massimi esperti in materia, Stein Toennesson, direttore dell'International Peace Research Institute di Oslo, la città dove si assegna il riconoscimento più 'politico' tra quelli ideati a suo tempo da Alfred Nobel. Secondo Toennesson, l'ipotesi maggiormente verosimile è che il Premio per la Pace 2008 vada a Hu Jia, uno dei più famosi oppositori cinesi, attualmente in carcere dove sta scontando una condanna a tre anni e mezzo di reclusione per sovversione. Hu è infatti un ardente fautore dei diritti civili, della protezione dell'ambiente e della lotta all'Aids. La cerimonia di assegnazione è in programma per il 10 ottobre prossimo. "Dopo il successo dell'Olimpiade", ha osservato ancora Toennesson, "i tempi dovrebbero essere maturi per assegnare il premio a un dissidente cinese, senza che Pechino rompa le sue relazioni diplomatiche con la Norvegia". Secondo Janne Haaland Matlary, docente di Politica Internazionale all'Università di Oslo, il Nobel per la Pace potrebbe essere un'occasione d'oro per rimarcare ancora che la repressione e la censura in atto nella Repubblica Popolare non sono piu' accettabili. (fonte: la Repubblica on line)
approfondimenti
Chi è Hu Jia, il dissidente condannato nell'aprile 2008 a 3 anni e mezzo di prigione?
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Stand up for Journalism
"Libertà d’informazione. Quanto costa e a chi". Fnsi, 17 novembre 2010
Per Berlusconi la libertà di stampa non è un diritto assoluto. Lanciamo un appello all'Unione Europea!
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