di Simone Petrelli
Crisi economica e tensione sociale: arriva l’ora per maggioranza ed opposizione di tentare l’accordo nazionale per il contenimento dello tsunami economico. Intanto, sullo sfondo passa il fantasma del terrorismo. Discuteranno fino alla fine. Fino all’accordo che sconguira il tracollo. Da un lato Costas Karamanlis, il premier di Atene, l’uomo che ha passato gli ultimi mesi a tentare di spegnere la rabbia sociale che attraversa la Grecia. E che ha nelle ultime ore invitato l'opposizione socialista del Pasok a trovare una soluzione istituzionale per regalare un po’ di respiro al Paese.
Dal Pasok, il portavoce Giorgio Papacostantinou ha espresso parole di moderata accondiscendenza di fronte alla mano tesa del premier. Il Pasok parteciperà al tavolo dell’emergenza. Ma è stato anche molto chiaro su un punto: l’opposizione manterrà riserve, parecchie riserve, sulla politica economica governativa. Karamanlis, infatti, ha parlato a 48 ore da un annuncio dell'Ue su imminenti procedimenti disciplinari che verranno attivati nei confronti dei Paesi che si pongono in coda all’Unione. E che stanno sforando sul bilancio, con il loro 3 percento di deficit.
Così, viene meno uno dei pochi strumenti per tentare di risollevare l'economia di Grecia. La crisi economica colpisce ovunque. In particolare picchia duro sulle economie più deboli. Ma qui, a differenza che altrove, sta montando un'ondata di rabbia popolare che non ha precedenti. E che sembra non avere freni. Nei sondaggi il Pasok vola. E molti già assaporano il fervore delle elezioni anticipate. I toni si scaldano. Atene come Kabul, o come Baghdad, dice Michalis Chrysochoidis, socialista ed ex ministro degli Interni. Esagerazione con fini elettorali?
Forse, ma la realtà ellenica è davvero pesante. E il Pasok prende tempo e capisce. Capisce che non può approfittare troppo delle difficoltà del governo. Capisce che l'elettore medio comincia ad aver paura. Sedersi a quel tavolo, allora, é sintomo di maturità, e di scaltrezza. Un gran vantaggio, mentre tutto intorno sembra crollare. Da due giorni i camionisti sono in sciopero. Paralizzano i porti, nell'ultimo dei grandi scioperi nazionali. Vogliono una politica efficace dell'esecutivo, che affronti e risolva i dilemmi dell’immigrazione illegale e delle merci contraffatte. Negli ultimi mesi non sono andati a lavorare medici, insegnanti, pescatori, portuali e contadini.
Poi ci sono gli studenti inferociti dopo l'assassinio di Alexis Grigoropulos nella capitale. E i detenuti, che protestavano per le miserevoli condizioni degli istituti di pena. Tutti scioperano, tutti si scontrano con le forze dell'ordine e con il governo. La rabbia fatica a trovare sfoghi politicamente corretti, e solo nella scorsa settimana ci sono stati due attentati ad Atene. Altre due bombe, una contro un'emittente televisiva, l’altra contro una banca. Matrice anarchica, dice la polizia. Indiziata la Setta dei Rivoluzionari, la stessa che ha recentemente minacciato i giornalisti, additandoli come ''omogenei al sistema''.
Fonti governative insistono sull’esistenza di un filo eversivo che collegherebbe direttamente la Setta con Lotta Rivoluzionaria, movimento nato dalle ceneri di quel 17 Novembre che infiammò le strade greche negli anni Settanta con la guerriglia antistatale marxista. Da questo punto di vista, il summit d’emergenzadi certo non costituirà la soluzione dei mali di Grecia. Ma almeno costituisce un segno. Il segno che nel Paese continuano a farsi sentire, prima che altrove, i morsi dell’impietosa crisi economica che sta piegando il neoliberismo mondiale.
Intanto, ad Atene e dintorni è caccia all’Arsenio Lupin greco. 42 anni, il suo nome è Vassilis Paleocostas, e con un complice di nazionalità albanese, il 34enne Alket Rizaj, è riuscito nella strenua impresa di evadere dal carcere di massima sicurezza di Korydallos. Nessuna novità, dato che si tratta per entrambi del secondo tentativo. Ma stavolta qualcosa di strano c’è: in questo caso hanno usato addirittura l’elicottero. Arrampicandosi alla scaletta calata dal velivolo, i due hanno fatto perdere le proprie tracce. In barba al personale di soveglianza dell’istituto di pena. Ed in perfetto stile hollywoodiano. Le tv Antenna e Alpha concordano: le guardie carcerarie hanno perfino aperto il fuoco, ma inutilmente.
Per la cronaca, il velivolo è stato ritrovato presso Kapandriti, a nord della capitale. I due galeotti, invece, sono ormai svaniti nel nulla. Si sono volatilizzati. Proprio come sembra aver fatto, in queste ore di trambusto, la pace di tutto il Paese.
Duilio Giammaria ha vinto il prestigioso premio della United Nations Correspondents Association per il reportage "L'avventura italiana in Asia Centrale"
LIBERI i tre operatori di Emergency!
Caso Vattani, Tar Lazio sospende richiamo
Siria, si fa strada l'ipotesi dell'invio dei caschi blu per fermare i massacri
Si può sparare sui migranti? Mantica: "Non è un problema mio"
Eritrei: accordo raggiunto; l'Italia si smarca
Christian Poveda: la guerra tra gangs in Salvador fa una vittima in più - di Simo Petrelli
Il signore della guerra Lord of war - di Simone Petrelli
Araucania è l'inferno
Ancora sotto scacco la Regina dei Dalit indiani
Sulla Bielorussia lâ??ombra lunga della Ceka
Un altro bavaglio sul Kazakhstan
Pechino schiaccia ancora Urumqi. Le proteste del weekend finite nel sangue
In Albania la stagione della democrazia. Forse
Gli Scorpioni di Serbia alla sbarra
Polizia contro polizia: è lâ??ultima deriva del Messico in crisi



