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Articolo 21 - Osservatorio Esteri
Alle Antille Sarko non piace affatto - di Simone Petrelli
Alle Antille Sarko non piace affatto - di Simone Petrelli

di Simone Petrelli

Tutto fermo. Niente autobus, negozi chiusi e centri commerciali deserti. Scuole vuote, uffici della pubblica amministrazione vacanti. Nulla anche fra gli scaffali dei magazzini. Con i pochi turisti bloccati in albergo in attesa che aeroporti e porti riprendano a funzionare. Guadalupa oggi è così, anzi è quasi un  mese che le cose stanno in questo modo. “Ile morte” viene definita, un’isola morta fra le Antille. Il collettivo Liyannaj kont pwofitasyon ha parlato. E il dipartimento francese d’oltremare ora giace immobile e irritato.

Sciopero generale contro lo sfruttamento ad oltranza: così 47 associazioni, compresi partiti e sindacati, sono scese in piazza. Al governo recano la loro lunga lista: 140 punti di rivendicazione collettiva. Aumento di 200 euro per salari minimi e pensioni. Blocco dei canoni d’affitto. Riduzione del prezzo di beni di prima necessità e carburante. Parigi un po’ ci ha provato. Ci ha provato il sottosegretario all'Oltremare, Yves Jégo. Ma Guadalupa non ne vuole sentire di calmieri minimi e mediazioni. Anzi, dal 5 febbraio la protesta è passata alla vicina Martinica. Anche qui è sciopero generale.

Anche qui c’è una piattaforma sindacale che reclama a gran voce “il generale miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro». Presto lo scontento potrebbe invadere anche la Guyana e la Rèunion. Il governo di Francia ha ormai capito che non c’è scelta. Dovrà scendere a patti, e le primissime concessioni sarebbero già arrivate con il piano Jégo: un accordo collettivo strappato alle imprese del circuito di grande distribuzione, con riduzione del 10% sui prezzi di 100 prodotti di prima necessità. Più 40.000 biglietti di andata e ritorno dal capoluogo Point-à-Pitre a Parigi. Con prezzi studiati apposta per gli isolani meno abbienti: 340 euro.

Ma il ministro degli Interni, Michèle Alliot-Marie, non è affatto contento. Concessioni così potrebbero generare contagio, un fiume di rivendicazioni che farebbero delle Antille un costo eccessivo per lo Stato. La Guadalupa pesa già sul budget statale. 2 miliardi e mezzo di euro, per la precisione. La sola Martinica per 1,8. E la spesa pubblica complessiva sui Dom, dipartimenti d'oltremare e sui Tom, territori d'oltremare, tocca la bella cifra di 12,7 miliardi di euro, tra costi ordinari e misure specifiche. Un salasso cui si aggiungeranno altri 180 milioni per la messa in atto di misure negoziali

L’accordo va in fumo. E si scopre che la crisi antillana è già costata 130 milioni di euro. Si tratta di tutti i mancati guadagni registrati sul sistema economico locale. Senza contare come ogni giorno di agitazione provochi circa 20 milioni di perdite extra al sistema. Turismo in ginocchio. E pensare che, nei mesi da dicembre a febbraio, questo genera l'80% del suo giro d'affari su viaggi in isole d'Oltremare. Club Mediterranée, Accor e Nouvelles Frontières hanno annunciato il blocco delle partenze. E lasciato a terra 15.000 viaggiatori. Alcune strutture alberghiere del Med resteranno chiuse almeno fino al 18 febbraio. Per  mancanza di approvvigionamenti di carburante che impedisce il funzionamento della lavanderia, le escursioni e trasferte verso gli aeroporti, la preparazione dei pasti.

La crisi finanziaria alla fine e' arrivata anche qui. Senza pietà su questo angolo lontano di Francia che però non gode degli stessi aiuti, sovvenzioni o ammortizzatori della madrepatria: in Guadalupa il reddito annuale procapite e' parecchio inferiore rispetto a quello dei francesi europei. 10mila chilomentri di distanza e 10mila euro in meno, con il 90% dei beni che deve essere importato. Parigi frattanto è inerte. Il primo ministro Fillon ha fatto sapere che il governo non stanzierà nessun aiuto particolare per la popolazione. Secondo lui, sta alle parti sociali trovare il bandolo della matassa, la soluzione del conflitto.

Il ministro Jègo, volato nella capitale per ricevere istruzioni, alla fine è tornato a Guadalupe. A mani vuote, e senza null’altro che due mediatori. E continua la battaglia d’Oltremare.

Dalla rete di Articolo 21