Gli italiani, grazie alla loro grande capacità di risparmio, hanno accumulato un patrimonio che li colloca tra i ricchi del mondo. Sotto una situazione mediamente buona si scoprono tante disuguaglianze e situazioni di vera sofferenza.
Negli ultimi 15 anni sono cresciute, più che in altri paesi, le differenze sociali. Gli operai, che continuano a essere la
classe sociale più rilevante, non progrediscono dal 1992. L’Italia, vocata all’investimento immobiliare, è stata contagiata
dal virus della finanza facile. L’abnorme peso della finanza è una delle ragioni dei bassi tassi di sviluppo del Paese dalla crisi del 1992-93. Nella bassa crescita i più ricchi vogliono mantenere alti margini, a danno di tutti gli altri. È già aperto il conflitto, su chi pagherà i costi della crisi. È iniziato l’assalto alla CGIL ostacolo alla riduzione delle retribuzioni e delle pensioni. La sinistra è in profonda crisi d’identità e di rappresentanza, mentre gli operai l’abbandonano. Il vuoto lasciato dai partiti di massa è riempito da una oligarchia sempre più ricca, proprietaria dei mezzi di comunicazione, che condiziona partiti sempre più mediatici. L’Europa potrebbe diventare il motore di un nuovo modello di sviluppo nella pace, capace di affrontare le grandi sfide demografiche, ambientali e sociali. Il libro, partendo da una rigorosa analisi dei dati oggettivi, traccia un quadro realistico della situazione individuando ricchezza e povertà in Italia e tenendo alta l’attenzione sulle diseguaglianze e sulle mistificazioni della finanza e dell’informazione che sono alla base dell’ultima gravissima crisi economica. Attraverso i numeri e le percentuali, porta a galla problematiche concrete alle quali vengono opposte alcune interessanti soluzioni.
Dalla quarta di copertina
Gian Paolo Patta, segretario confederale della CGIL dal 1996
al 2006 e sottosegretario di Stato al Ministero della Salute nel
secondo Governo Prodi.
Ed. Ediesse, pagg. 172, € 12
Milleproroghe: Vincenzo Vita, 30 milioni in più a editoria, 15 milioni tv locali
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