Leggere le parole di Sandro Pertini (1896-1990) oggi, nella crisi politica
ed economica in cui stiamo precipitando, fa molta impressione. Si capisce
dai suoi appelli e dalle sue denunce allarmate che il male lo si poteva
scorgere già allora e che allora bisognava reagire e intraprendere un altro
percorso. Ma la politica non ha voluto cambiare. Questi sono i risultati.
Il volume, a cura di Mario Almerighi, magistrato e responsabile del lascito
Pertini, propone i suoi discorsi e interventi dagli anni della guerra a
quelli della presidenza della Repubblica. Ecco come dovrebbero essere tutti
i politici: onesti.
Sandro Pertini (San Giovanni di Stella, 25 settembre 1896 – Roma, 24
febbraio 1990) è stato un politico, giornalista e antifascista italiano. Fu
il settimo presidente della Repubblica italiana, in carica dal 1978 al 1985.
Partecipò alla resistenza e alla liberazione dal nazifascismo, organizzando
l’insurrezione di Milano, e votando il decreto che condannò a morte
Mussolini e altri gerarchi fascisti. Nell’Italia repubblicana ricoprì per
due legislature consecutive, dal 1968 al 1976, la carica di presidente della
Camera dei deputati, per essere infine eletto presidente della Repubblica
italiana l’8 luglio 1978. Andando spesso oltre il semplice ruolo
istituzionale, il suo mandato presidenziale fu caratterizzato da una forte
impronta personale che gli valse una notevole popolarità, tanto da essere
spesso ricordato come il «presidente più amato dagli italiani».
Nota editoriale
Un capo di Stato diverso dagli altri. Il ricordo di Sandro Pertini è ancora
molto vivo, i suoi discorsi, soprattutto le sue prese di posizione, mai
mediate dal puro calcolo politico, rimangono impresse nella memoria. In un
momento in cui la politica sembra essere lontana dai cittadini, ci è
sembrato giusto riproporre le sue parole, così fortemente dettate da un
sentimento di franca umanità, e da gesti spesso al di fuori dei protocolli
istituzionali, e che per questo hanno conquistato milioni di italiani (molti
ricordano la sua partecipazione ai Mondiali del 1982 e il drammatico
episodio di Vermicino: Pertini in mezzo alla folla in attesa di avere
notizie del bambino precipitato in un pozzo). […]
Questo libro, diviso in cinque sezioni (Prima di tutto, con il famoso
discorso tenuto in occasione del terremoto in Irpinia, seguito da: La
questione morale; L’impegno politico: una testimonianza di rigore e umanità;
Pertini presidente della Repubblica; Il grande disegno europeo) comprende
una selezione di lettere, discorsi, interviste (importanti quelle con Oriana
Fallaci e Nantas Salvalaggio), messaggi presidenziali in televisione,
coprendo un arco di tempo che va dagli anni della prima guerra mondiale fino
al settennato presidenziale.
Una vita giocata tutta all’attacco. Uno spirito libertario ma al servizio
delle istituzioni. La sua grande impresa è stata proprio questa: servire il
suo paese, diventare un eroe della Resistenza, partecipare alla costruzione
della Repubblica e diventarne il più alto rappresentante (dopo essere stato
presidente della Camera, mai invece fece parte di un governo) rimanendo però
sempre lo stesso Sandro, una persona libera, un cittadino come gli altri.
Indro Montanelli, che in più occasioni lo criticò aspramente, disse di lui:
«Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli
dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità». Le parole e la
commozione sincera di Pertini in occasione della morte di Enrico Berlinguer
(11 giugno 1984), amatissimo segretario dell’allora Pci, sono rimaste
impresse in molti: «Lo porto via come un amico fraterno, come un figlio,
come un compagno di lotta».
I materiali presenti nel libro sono stati gentilmente messi a disposizione
dal giudice Mario Almerighi, che firma l’introduzione.
Già presidente della Fondazione Sandro Pertini, Almerighi è ora presidente
dell’Associazione «Sandro Pertini Presidente», che si propone, così come era
desiderio di Carla Voltolina, di «promuovere e divulgare studi e ricerche
sull’opera e sul pensiero di Sandro Pertini, sui principi che hanno ispirato
la sua vita improntata ai valori della giustizia sociale, della libertà,
della solidarietà, dell’onestà e della pace».
Chiarelettere, collana Instant book, pp. 128, euro 7
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