Nadia Redoglia
Ai grattacieli marini non servono i “lupi di mare”. Questi, con la loro armonica simbiosi col mare, appartengono alle migliaia di storie reali nate nella notte dei tempi. Al giorno dell’oggi qualcuna ancora sopravvive, ma purtroppo è in dirittura d’arrivo a scomparire: è il destino di molte cose belle, ma la bellezza dell’uomo e il mare, proprio perché antichissima, fa più male vederla morire.
Ai grattacieli marini servono autorevoli professionisti di joystick: pupi di mare? Meglio che niente. L’equipe di comando deve (dovrebbe) sapere in via principale che i tripudi da 116mila tonnellate di lusso sono fortezza inespugnabile (seppur ottenuta a scapito di qualche tonnellata d’antica saggezza) a condizione che non intervenga la pur minima “intelligenza” (men che meno, ovviamente, "deficienza") umana.
A giudicare dalla posizione assunta dalla nave naufragata (a parte l’immediato arresto del comandante) sembrerebbe proprio che una manina “intelligente” sia, invece, intervenuta.
Sarebbe terribile, a indagini chiuse, imparare che sulla Concordia manco s’aveva a che fare con pupi di mare (manine “intelligenti”) autorevoli manovratori di joystick per sala di comando, ma giusto di pupi amatoriali di joystick per sala giochi.
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