Clicca qui per il nuovo sito di Articolo 21 »
Ricerca con Google
Web articolo21.info
 
 
Articolo 21 - Teatro&Cinema
Giulia Mureddu: l'Italia deve reinventarsi
Giulia Mureddu: l'Italia deve reinventarsi

di Pietro Nardiello

Abbiamo incontrato Giulia Mureddu, importante coreografa italiana che da anni risiede e lavora in Olanda, al Festival “Insoliti”. http://www.insoliti.com/festival.shtml, svoltosi a Torino e giunto alla nona edizione. Si tratta di una rassegna ideata e curata dala coreografa Monica Secco. Favorire la mobilità e la connessione attraverso uno scambio e un confronto artistico  tra le realtà locali ed europee gli obiettivi che si pone di raggiungere la rassegna.

Giulia, partiamo dalla sua formazione.
Sono partita per Amsterdam a 18 anni dopo aver seguito gli studi ginnasiali e danza alla scuola Collin di Firenze. In Olanda ho studiato danza contemporanea all’Universita` delle arti, dipartimento teatro danza e, dopo aver conseguito il diploma, ho cominciato la mia carriera di danzatrice free lance avventurandomi, di tanto in tanto, nella coreografia. Ho deciso, poi, di dedicarmi a tempo pieno alla creazione del mio lavoro intraprendendo tragitti di coreografia e ricerca presso la casa di produzione Dansmakers Amsterdam e Danslab di Den Haag. Nel 2010Nel 2010 ho fondato la mia organizzazione, http://www.giuliamureddu.com/start.php,   con la quale intraprendiamo progetti di scambio a livello nazionale e internazionale.

Un ballerino è sempre un artista?
Dipende da cosa fai della tua danza... Nulla di male a ballare per il piacere di farlo. Se la danza e il movimento sono il mezzo per esprimere e comunicare qualcosa a un pubblico, allora sei un artista.

Come mai ora vive in Olanda?
 Vivo in Olanda ormai da 20 anni, dove ho potuto svilupparmi come danzatrice e coreografa e costruire una rete di lavoro e una famiglia. Ma come tutti gli emigrati la domanda resta sempre pertinente, specialmente ora che la crisi e i tagli economici si sentono ovunque. In verita` mi sto preparando a un ritorno in Italia.
La mia base di lavoro e` l’Olanda, ma per me e` sempre stato importante ed ora piu` che mai, confrontarmi con altre realta`. Per cui cerco sempre di imbastire dei rapporti di collaborazioni a livello internazionale, non solo in forma di spettacoli ma anche di residenze e scambio (workshops, dialoghi).

Dove si esibisce principalmente?
Paesi in cui abbiamo operato sono: Repubblica Ceca, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Romania, Libano, Siria, Giordania, Palestina, Romania e certamente l’ Italia.

Può cercare di spiegarci le difficoltà degli artisti italiani e differenze legislative con l'estero a proposito della danza e dell'arte in generale?
Anche se come dicevo la situazione sta cambiando in Olanda, e mi viene di descrivere la situazione nel passato, principalmente la piu` grande differenza era il fatto che come artista eri salvaguardato a tutti i livelli, sanitari, sociali. Veniva tenuto conto della precarieta` della professione, per cui vigevano regole particolari agevolanti solo per gli artisti. Il sistema culturale era fino ad ora molto sfaccettato, e teneva conto dell’importanza della diversita` artistica e del livello di produzione; per cui era possibile di inventarsi un proprio percorso. Dalla formazione, con studi riconosciuti a livello internazionale, alla produzione. L’aspetto opposto che si e` creato nel correre degli anni, e`una concorrenza sempre piu` grande e una sovraproduzione superiore alla capacita`dei teatri e del pubblico. E forse una forma di indifferenza da parte della scena della danza, dove la priorita` della forza espressiva di un lavoro viene oscurata dalla produttivita` e il successo in termini di vendita e visibilita`.

Un commento su questa citazione tratta dallo straordinario lavoro cinematografico di dal film Pina 3D di Wim Wenders su e con Pina Bausch: "incontrare Pina è stato come imparare un nuovo linguaggio. Prima non sapevo parlare."
E` quello che forse tutti noi artisti e della danza cerchiamo, saper parlare col corpo in un linguaggio che va oltre le parole e la logica narrativa.  E poter toccare le persone da dentro offrendo un’esperienza unica.
Giulia Mureddu, cosa auguri all'Italia?
Di re-inventarsi,  ma non solo all’Italia, a tutti, me inclusa. E di affermarsi con cio` che facciamo e mettiamo in atto.

Dalla rete di Articolo 21