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I veri intoccabili ( di Franco Stefanoni)
I veri intoccabili ( di Franco Stefanoni)

La metà dei componenti del Parlamento italiano è iscritta a un ordine
professionale. Un gruppo trasversale: il partito dei professionisti. Stiamo
parlando di più di due milioni di persone in Italia, divise in 28 categorie:
avvocati, medici, notai, ingegneri, giornalisti, farmacisti... Hanno enti
previdenziali propri, un patrimonio di circa 50 miliardi di euro investiti
in beni immobili e titoli finanziari. Quello degli ordini professionali è un
mondo chiuso e ancora tutto da raccontare. Una macchina del privilegio, con
meccanismi e regole scritte e non scritte.

Questo libro lo racconta, attraversando inchieste e scandali, modalità di
accesso non sempre trasparenti e sanzioni disciplinari che arrivano con
incredibile ritardo. Nati con l’alibi di difendere il cittadino-consumatore,
gli ordini professionali proteggono solo se stessi, tramandandosi il potere
in maniera quasi ereditaria (il 44 per cento degli architetti è figlio di
architetti, il 41 per cento dei farmacisti è erede di farmacisti, il 37 per
cento dei medici è figlio di un medico). Ogni tentativo di riforma è
bloccato (così Fabrizio Cicchitto, Pdl, definisce la tentata riforma Bersani
del 2006: “Un esempio estremista di vendetta sociale”). All’interno delle
stesse professioni c’è chi prova a opporsi (l’Anarchit – Associazione
nazionale architetti italiani, Altrapsicologia, il Movimento nazionale
liberi farmacisti...): invocano l’eliminazione degli albi e un radicale
cambiamento che metta in prima fila libertà e merito, abbattendo ogni
privilegio. La loro battaglia è la battaglia di tutti i cittadini italiani.



STORIA RECENTE DEGLI ORDINI:

- quest'estate, sia nella prima manovra di luglio sia nella seconda di
agosto, Tremonti ha cercato più volte di liberalizzare le professioni: prima
con bozze drastiche (di fatto l'eliminazione di gran parte degli ordini) poi
con testi più soft. Non sono passati, anzi, alla fine, grazie al pressing
delle lobby degli albi, il testo finale contiene una parziale riforma che
introduce pochi elementi di novità, molte cose già esistenti, e comunque che
necessitano di future e improbabili altre leggi. Insomma, l'attacco di
tremonti è fallito mentre gli ordini si sono detti soddisfatti.



- perché Tremonti in estate avesse preso di mira gli ordini si è capito
dopo, con la venuta alla luce della lettera della Bce al governo (datata 5
agosto, firmata da Draghi e Trichet): in uno dei punti d'intervento sulle
riforme da fare con urgenza si segnalava la necessità di liberalizzare le
professioni regolamentate.



- il 26 ottobre, nella lettera d'intenti di Berlusconi consegnata a
Bruxelles al Consiglio europeo, uno dei sei punti è stato un nuovo
intervento sulle liberalizzazione di professioni e gli ordini.



- a inizio novembre, nella proposta di maxiemendamento anticrisi alla legge
di stabilità, si è tornati di nuovo sulla liberalizzazione delle professioni
(via barriere, via tariffe e sì alle società di capitali per i
professionisti, da realizzare entro un anno).



- alcune considerazioni sul futuro, anche se è difficile dire: l'obiettivo è
aumentare la concorrenza (più soggetti possono fare più cose sui vari
servizi professionali) e dunque movimentare lavoro e crescita economica.
secondo Catricalà, Presidente dell'Antitrust (istituto che da decenni chiede
la liberalizzazione degli ordini), liberalizzare le professioni potrebbe
portare a un aumento dell'1,5% del pil, ovvero 18 miliardi di euro nei
prossimi anni (l'ha detto il 13 ottobre)



- attenzione: Mario Monti, Presidente del Consiglio, è stato negli anni
novanta (quando era Commissario alla Commissione europea) il più convinto
sostenitore della liberalizzazione degli ordini e l'argomento entrerebbe
ancor più nel mirino; ieri nel discorso programmatico in senato ha parlato
letteralmente di "revisione della disciplina degli ordini professionali".



AUTORE

Franco Stefanoni è giornalista de “il Mondo”. Da anni si occupa di liberi
professionisti e ordini professionali, raccontandone fatti e misfatti. È
autore di FINANZA IN CRAC (Editori Riuniti, 2004), IL CODICE DEL POTERE
(2007), IL FINANZIERE DI DIO. IL CASO ROVERARO (2008), MAFIA A MILANO (con
Mario Portanova, Giampiero Rossi, nuova edizione 2011) tutti pubblicati da
Melampo.

I veri intoccabili

Chiarelettere, Principio Attivo, 240 pp, 15 euro, in libreria

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