Articolo 21 - Libri e Giornalismo
La speranza non è in vendita ( di don Luigi Ciotti)
Queste le premesse da cui nasce La speranza non è in vendita, l’ultimo libro di don Luigi Ciotti, un lavoro costruito attraverso quarantacinque anni di faccia a faccia con le persone, di incontri, di strada fatta a fianco degli ultimi. Un testo “per non cedere alla rassegnazione, al cinismo e all’indifferenza. E per ricordarci che la strada dell’impegno è scandita da tre parole: corresponsabilità, continuità, condivisione”.
Etica e democrazia, Costituzione e legalità, immigrazione e sicurezza, crisi economica e vuoto dei diritti, mafie e disoccupazione, educazione e cultura: questi i percorsi che scandiscono i capitoli del libro, nei quali Luigi Ciotti invita a scommettere di nuovo sulle ragioni dell’impegno. Perché una democrazia, per essere forte, non può restare orfana delle nostre responsabilità, del contributo quotidiano e condiviso che ciascuno è tenuto a dare per il bene comune.
Con la concretezza che viene dal grande lavoro nel sociale, questo testo offre le ragioni per reagire al decadimento politico e culturale: un invito puntuale e incalzante per la mobilitazione di tutti.
Luigi Ciotti
Con l’obiettivo di “saldare la terra con il cielo”, don Luigi Ciotti ha fondato nel 1965 a Torino il Gruppo Abele, espressione di un impegno sociale fatto di accoglienza, servizi alle persone, ma insieme di proposta culturale, educativa e “politica”. Oggi il “Gruppo” lavora accanto a giovani e adulti con problemi di dipendenza, alle vittime di tratta e di violenza, come le donne costrette alla prostituzione, alle famiglie in difficoltà, ai migranti, ai malati di Aids; è presente nelle carceri, coi giovani nelle scuole e nell’educativa di strada, con l’informazione attraverso le riviste Narcomafie e Animazione Sociale, sul territorio e nel quotidiano con attività di mediazione dei conflitti, in Africa, in Costa d’Avorio, con progetti di cooperazione internazionale. Convinto che solo il “noi” possa costruire cambiamento e giustizia sociale, nel 1995 don Ciotti ha dato origine a Libera, che oggi coordina l’impegno di oltre 1600 realtà in Italia e in Europa, attive nel contrasto alla criminalità organizzata, alle mafie e nella promozione di una cultura della legalità e della responsabilità.
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