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Articolo 21 - Information Safety & Freedom
Siria-Isf: “Bashar al Assad e’ una belva sanguinaria. Ferzat Jarban torturato e ucciso. La Lega Araba intervenga subito”
Siria-Isf: “Bashar al Assad e’ una belva sanguinaria. Ferzat Jarban torturato e ucciso. La Lega Araba intervenga subito” “ Il barbaro omicidio del collega Ferzat Jarban conferma che il regime di Bashar al Assad è il più sanguinario di tutta la regione. La Lega Araba e la Comunità Internazionale intervengano subito per garantire il rispetto dei principi umanitari “.  
Questo l’appello lanciato dall’Esecutivo di ISF ( Information Safety and Freedom ), che oggi ha diffuso un comunicato.
“Ferzat Jarban – si legge nella nota di ISF - è stato ritrovato domenica scorsa senza vita ad al-Qasir  nei pressi di Homs, la città siriana dove è in atto da giorni una sanguinaria repressione da parte delle forze fedeli al regime di Bashar Al Assad. Il cameraman, che inviava all’emittente Al Jazeera immagini e notizie sulla tragedia in corso in Siria, era stato torturato: gli erano stati strappati gli occhi e la lingua “.
“ Jarban è il primo giornalista ucciso in Siria dal 1992, ma sono decine e decine – prosegue il comunicato di ISF – i giornalisti scomparsi ormai da mesi e di cui non si hanno più notizie. Nell’agosto scorso le forze di sicurezza di Assad avevano sequestrato e pestato a sangue Ali Ferzat, uno dei più famosi vignettisti del mondo arabo ( ha ricevuto il premio ISF-CITTA’ di Siena 2011 ), spezzandogli le mani. Il vignettista era colpevole di aver denunciato in tutto il mondo la corruzione e la ferocia del regime siriano, mentre il cameraman mostrava il sangue, i carrarmati che sparano sulle abitazioni. Nei loro confronti si è esercitata una violenza che va al di là  dell’obbiettivo di eliminare testimoni scomodi. In quei rituali mafiosi c’è un messaggio che vuol propagandare un potere fondato sulla violenza  più efferata: un messaggio che è anche una sfida rivolta a tutto il mondo “.
“ E’ provata la presenza in Siria di squadroni della morte costituiti da personaggi con il passamontagna nero che agiscono a bordo di auto e motociclette nelle città, che aggrediscono brutalmente e rapiscono civili che poi scompaiono. Chi sono questi uomini neri? - conclude la nota di ISF - . Certo, alle forze di sicurezza siriane non manca un’esperienza consolidata nel campo della tortura, ma quei metodi ricordano da vicino quelli dei basiji iraniani e degli  Hezbollah libanesi, che sono impegnati a sostegno del regime di Bashar al Assad. Forse Teheran e Beirut dovrebbero dissociarsi da questa deriva sanguinaria che ha colpito anche dei pellegrini di ritorno dalla Mecca “.
Dalla rete di Articolo 21