Articolo 21 - Press a poco
Basta. Via col vanto! Domani è un altro giorno...
Nadia RedogliaI retrivi da Belle époque rimasti fermi a un Raphael qualunque hanno lanciato monetine. Gli altri milioni, fisicamente o spiritualmente presenti, hanno preferito liberare urla di gioia circondando tutti i Palazzi istituzionali della Repubblica. Ora, per pietà, basta nomarla con numeri ordinali con cui ci piaceva (addirittura) vantarci! La Repubblica è una sola, è solo nostra e, vogliamo poter credere, per sempre. Le donne e gli uomini di buona volontà ben sanno cosa chiedere a chi si onorerà di traghettarla a riprendersi la dignità. E’ una sola richiesta, ma fondamentale a che tutte le altre, seppur oggi tecnicamente -più che politicamente- pesanti, possano poi trasformarsi in lievi (specie politicamente): che prima di tutto s’impegni a infondere negli italiani che ignorano, la natura, il significato e il significante di democrazia, ovvero quella vitale capacità nel superare gli ostacoli per impossessarsi di responsabilità e dignità propria, mai delegabili! E’ la democrazia che per esistere può solo nutrirsi di diritti e doveri che sono proprio nostra sostanza e non già una sorta di vanto da ripetere a pappagallo. Il lavoro forse più certosino dei nostri padri costituenti consistette nelle innumerevoli revisioni al testo costituzionale, al fine che tutti, ma proprio tutti, potessero essere in grado di leggerlo e comprenderlo. Usarono parole semplicissime (9.369, 1.357 vocaboli di cui 1.000 di base) ma, soprattutto, formularono frasi (invidiabilmente) molto brevi, mediamente di 20 parole ciascuna.
Sarà senz’altro faticoso, specie per i nostri ragazzi che non hanno conosciuto altro, disintossicarci dall’inutile sovranità virtuale patita per quasi 20 anni. Ma riprenderci l’autentica, fidatevi, non ha prezzo: nessuno la può comprare perché ci appartiene a gratis.
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