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Articolo 21 - Musica
Pilar e “Sartoria Italiana Fuori Catalogo” incantano lo Studio Uno dell’Auditorium
Pilar e “Sartoria Italiana Fuori Catalogo” incantano lo Studio Uno dell’Auditorium di Antonella Sciocchetti
E’ un talento straordinario quello di Ilaria Patassini, in arte Pilar. ‘Straordinario’ in senso puro, letterale, ovvero fuori della consuetudine, eccezionale, sbalorditivo. La cantautrice romana - artista di rilievo che pubblico e critica attenti alle singolarità apprezzano già da molti anni -  all’Auditorium Parco della Musica di Roma, ha rivelato tutta se stessa presentando il nuovo lavoro discografico che porta, oltre alla sua (nei testi), le firme di Bungaro e di Tony Canto (nel delizioso brano “Il bacio prima del caffè”). 
“Sartoria Italiana Fuori catalogo” è un titolo accattivante quanto lei… Un titolo che ha il sapore d’alta moda, di manifatture raffinate, di artigianato di suono, musica e parole. Un titolo che suggerisce e porta in seno il ‘senso’, l’odore, delle eccellenti officine musicali italiane, non senza graditi dettagli di altra tradizione, dal fado al rock.
Registrando il tutto esaurito, in una cornice scenografica essenziale, ma d’effetto (enormi ago e filo sospesi sulla scena),  con Tony Canto alla chitarra elettrica, Federico Ferrandina a quella acustica, Giovanni Arena al contrabbasso, Franco Barresi alle percussioni, Pilar ci ha mostrato ‘il suo
elegante abito musicale’ cucito di bella sensualità, morbido delle infinite possibilità delle sue voci. “Voci”, sì, perché Pilar non ne ha una sola! La vocalità di questa artista spazia, anche in timbrica e registro, in maniera sorprendente: parte dalle sonorità più terrene e viscerali, gioca nei soffiati, esplode negli acuti a voce piena, respira, piange, sorride e vibra su un bellissimo volto diafano, come corde di un antico strumento popolare restaurato, rinnovato da sensibile liutaio. Restaurato perché Pilar ‘ha stoffa’ di antica fattura, per rigore, tecnica, studio, eleganza, ma capace di aprirsi a nuove tendenze e sonorità, sperimentate sulle sue ‘elastiche’ estensioni vocali. 
Liutaio, sarto, stilista, mentore, Bungaro, uno dei migliori autori ed interpreti italiani, irrompe nel ‘tessuto’ artistico di Pilar e con lei disegna un progetto musicale perfetto, dalle ‘impunture’ immediatamente riconoscibili alla nostra vista-udito. L’ascolto permette, infatti, di vedere e toccare insieme fatti, emozioni, di vibrare all’unisono con l’artista, ricamando storie che sono di tutti.
La melodia targata Bungaro si è sposata con la poesia di Pilar attraversando la navata principale di un tempio musicale stabile, dove si respira una sacralità densa di significati, emozionante, suadente, a volte piacevolmente ironica…come è stata la stessa cantante-attrice nei suoi calibrati interventi. Lasciando intuire disappunto al nostro Governo, Pilar ha palesato le speranze in una Italia che ‘ritrovi’ la sua identità; ma lo ha fatto rispettosamente, e con la stessa delicatezza usata nel canto. Così, alla fine dell’applauditissimo concerto, il primo bis è una versione a cappella della famosa aria del Nabucco “Va pensiero”, dove si concede un divertito scambio tra “Oh mia patria si bella e perduta!” e “…si bella e ritrovata!”.
Insomma… Pilar è una artista di calibro che dimostra misura, oltre che talento. In lei sensibilità, bellezza ed intelligenza si fondono proprio come nell’incrocio tra ago e filo e stoffa.
Da “Sartoria Italiana fuori catalogo” scaturisce una ‘collezione musicale e spettacolare’ pronta a calcare le ‘passerelle’ internazionali, non solo in virtù dei due brani in lingua francese e spagnola che propone  (“Cherchez la femme” e “Con toda palabra”), ma grazie a un potenziale artistico riconoscibile ed apprezzabile ovunque nel mondo, proprio come un Caravaggio, come le femminili creazioni delle Sorelle Fontana, come San Pietro o il Colosseo, come la Nutella, dolce e sensuale…che se la assaggi una volta nella vita non puoi più farne a meno!
Ecco, questa è Pilar. La ascolti una volta nella vita e non la lasci più, perché riesce sempre a sorprendere, a commuovere, nelle sue composizioni originali come in “Passione” - classico dei classici napoletani - di cui ha offerto una toccante versione duettando con Bungaro, sulla magica chitarra di un altro gradito ospite, Michele Ascolese.

“Sartoria Italiana Fuori Catalogo” è un album di forte presa sul pubblico, dal brano “Meduse”, (candidato dalla rivista musicale inglese NME agli NME Awards 2010) che ne anticipava l’uscita, fino a “Innestami”, a “Dopo l’amore”, a “Ti lascio”. Undici abiti colorati di poetica leggerezza suggeriscono un ascolto comodo per il cuore e scomodo per le intime riflessioni suggerite. L’armonioso lavoro di équipe che lo ha prodotto e che lo sostiene è frutto di una squadra di talenti capace...come nelle migliori sartorie. E li ha ringraziati uno per uno, ieri sera, al termine del concerto, invitandoli a condividere con lei i lunghi, meritatissimi applausi dello Studio Uno dell’Auditorium. Alla vigilia dell’Estate di San Martino, la voce di Pilar è stata il vento caldo di questo Autunno discografico ricco, un ricamo di fiocchi di neve calda, una speranza che la musica italiana si riappropri di grandi talenti e veri protagonisti.
                                   
Dalla rete di Articolo 21