Articolo 21 - Press a poco
Dall’A di “Aiuto!” alla Z di “Zorro”
Nadia RedogliaLiguria e Toscana sono nel fango. Di cadaveri ne sono stati trovati sette, le vittime viventi, terrorizzate e distrutte negli affetti e nelle cose, sono centinaia. Dunque, dopo il sud e il centro, tocca al nord: l’unità d’Italia. La macchina del fango procede inesorabile nutrendosi di morte e distruzione: dissesto idrogeologico in squisita armonia col dissesto ideologico. Mignatte e mignotte tirano l’acqua al loro mulino incuranti del Paese che cerca affannosamente di mantenersi a galla nelle fogne che straripano e nella disperata situazione ambientale: sabbie mobili e sabba immobili. Erano formidabili quegli anni in cui, fieri e speranzosi, urlavamo che una risata li avrebbe seppelliti. L’ultima, peraltro straniera, ha seppellito noi, catapultandoci nell’epoca (giuravamo) passata del noi-siamo-da-secoli-calpesti-e-derisi proprio alla lettera, come quella che il papi dei miracoli e dei paraculi ha imbucato -mai termine fu più appropriato- all’Europa.
Quanto a lettere dell’alfabeto, dovremmo essere abbastanza a buon punto: dopo le bonefiche, dovrebbero arrivare le (salvifiche) bonifiche, no?!
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