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Articolo 21 - Press a poco
Maroni e la Dasco Music
Maroni e la Dasco Music Nadia Redoglia
Della legge Reale (Oronzo, non Savoia) s’è conservato qualcosa. L’art.5 ex L.533/77 stabilisce, infatti, che è vietato, a meno di giustificato motivo, l’uso di caschi o di altro mezzo che renda difficile il riconoscimento personale in luogo pubblico. Il motociclista così come la maschera carnascialesca sono motivi giustificati. Stante l’accanimento contro le donne in burqa o niqab, quelli religiosi pare che non siano più giustificati. E veniamo a Roma. Dal panico infernale subito dagli indignati (giustificati), è stato identificato “er pelliccia”, quello col niqab, tette di fuori glabre (si vede che il nick gli serviva per depistare) e braje a la scagasa (in piemontese, in italiano si dice "a inguine basso").  Poco sopra le terga, coperte da perizoma scuro intonato col niqab, un lettera tatuata,  non dell’alfabeto, ma proprio dattiloscritta. L’estintore che roteava sulla testa gli serviva per spegnere l’incendio. Be’, a uno che per non farsi riconoscere si concia così, potremmo pure credere.
Scartato il ritorno di tutta la legge Reale, per le manifestazioni pare sia meglio rimpolpare la  D.a.spo. D sta per divieto, A per accesso, SPO per sportive. Con D.a.s.co (nella “co” ci possono stare sia i cortei che i comizi) paghiamo uno e prendiamo tre, per quanto Maroni pare voglia fare pagare due (euro) a quelli che manifestano solo nelle piazze, non negli stadi. Eh già: “A Roma poteva scapparci il morto” ha detto. Pertanto, se per morire c’è ancora sempre tempo, per pagare la musica cambia.
Dalla rete di Articolo 21