Nadia Redoglia
In commissione Cultura (niente meno) si stanno discutendo innovazioni per le elementari. Uno dice: finalmente s’è capito che la formazione dei giovani virgulti è data dal primo quinquennio scolastico. Vai con le aule, mense e palestre, i maestri di sostegno, laboratori e banchi! Scordiamocelo. Trattasi solo di deliberare l’obbligatorietà dell’inno nazionale in prima mignin e la Lega, cogliendo il trota diem, voterà contro se non sarà deciso così anche per “Va Pensiero”.
Cari maestri, per quanto precari, ben sapete che avete facoltà d’insegnare ai vostri pupi l’inno di Mameli, senza aspettare che qualche commissario ve l’imponga. Sì, certo, con tali teste comprendiamo pure che è fondato il timore che nei prossimi ordi(g)ni del giorno c’infilino il divieto d’insegnarlo, ma ne parleremo allora. Per quanto riguarda, poi, il piccolo leghista lombardo che pretenderà d’intonare anche Verdi (per lui è giusto il colore) sarà sufficiente rispondergli che è materia delle superiori. Il promettente soggettino si cheterà, convinto che anche il maestro ha realizzato la superiorità di quella razza.
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