Nadia Redoglia
L’Italia partecipa in diretta ai funerali di quattro donne e di una che non ha fatto tempo a diventarlo. Sono tutte morte a Barletta per negligenza, imperizia, imprudenza e quant’altro si dovrà (potrà) ravvisare, ma in ogni caso non a loro imputabili. Per ora (o per sempre) la storia, ria o rea che sia, l’hanno solo pagata loro con il bene più prezioso in assoluto. In cambio, privilegiate d’essere italiane, seppur inscatolate nei sotterranei per cinesi, ricevevano circa 4 euro l’ora. Naturalmente in nero. Sappiamo tutti che, specie nel sud, è il nero di stato e/o di colore che impingua il prodotto interno lordo. Lordo d’ipocrisia mafiosa e non e, alla bisogna, pure di sangue.
L’Italia di buona volontà soffre, in silenzio o urlando, si rassegna o reagisce pregando e imprecando, raccoglie consensi e commiserazione, firma petizioni e sottoscrive appelli, riempie le piazze e occupa tetti, fabbriche, scuole. L’Italia solidale, l’Italia da imbavagliare.
Per tutto il resto bisogna rivolgerci all’Italia che avanza, a tal punto che non sappiamo più come sbarazzarcene. E’ quella che, proprio nel giorno in cui l’altra sta sotterrando le sue Donne, annuncia di volersi riciclare, trasformando la sua identità in “forza gnocca”: l’ha ufficializzato il suo capo di governo.
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