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Senza pensioni ( Walter Passerini, Ignazio Marino)
Senza pensioni ( Walter Passerini, Ignazio Marino)

“SIAMO GIUNTI AL CAPOLINEA DI UNA SITUAZIONE CHE È IL PRODOTTO
DELL’INCOSCIENZA E DELL’IRRESPONSABILITÀ. SIAMO ALLA VIGILIA DELLO
SCOPPIO DELLA BOMBA PREVIDENZIALE E NESSUNO FA NIENTE.”

“SPESSO TRA IL PALAZZO E LA PIAZZA C’È UNA NEBBIA SÌ FOLTA.” Francesco Guicciardini


La bomba previdenziale coinvolge lavoratori pubblici e privati, atipici e precari, liberi professionisti, artigiani e commercianti. I giovani (per esempio chi è nato nel 1980) naturalmente sono i più penalizzati, andranno infatti in pensione con il 50 per cento del loro ultimo salario. Una  generazione di esclusi e sprecati che si vede offrire solo lavori temporanei e sottopagati con la prospettiva certa di una pensione minima. Il paradosso è enorme: sono loro, i 4 milioni di atipici e gli immigrati (insieme versano allo Stato italiano quasi 10 miliardi all’anno), cioè i più deboli, a sostenere le casse previdenziali (1,4 miliardi di attivo) e a pagare le pensioni di chi ha avuto
un impiego sicuro e ben pagato.
Tutto da rifare: prima che scoppi uno scontro generazionale e sociale, bisogna investire sui giovani facendoli entrare molto prima nel mercato del lavoro, ed eliminare le iniquità tra lavoratori dipendenti e le molte categorie di lavoratori autonomi che questo libro denuncia.
In appendice i calcoli sulle pensioni future categoria per categoria, a cura di Daniele Cirioli.

Walter Passerini
, giornalista specializzato in economia, ha ideato e diretto “Corriere Lavoro”, settimanale del “Corriere della Sera”. Attualmente cura “Tuttolavoro”, inserto de “La Stampa” dedicato all’economia e al lavoro.

Ignazio Marino lavora presso la redazione di “Italia Oggi” e si è sempre occupato di previdenza.

Senza pensioni
Tutto quello che dovete sapere sul vostro futuro e che nessuno osa raccontarvi
di Walter Passerini, Ignazio Marino
Introduzione di Tito Boeri

pp. 192
13,90 euro

Ed. Chiarelettere

 


Dopo le ultime due manovre economiche, il Governo pensa di rimettere mano alle pensioni. Visto che ormai su tutte le tipologie di lavoratori non c’è più niente da spremere, ecco qualche informazione utile.
Ignazio Marino

ESTRATTO da SENZA PENSIONI di Ignazio Marino e Walter Passerini, Chiarelettere, Milano 2011

Indignarsi non basta più
“Motivi ve ne sono tanti, ma indignarsi non basta. Certo, c’è da indignarsi a sapere che la maggioranza dei pensionati italiani gode, si fa per dire, di pensioni da fame, mentre c’è qualcuno che dorme sonni tranquilli grazie a pensioni d’oro. Le cronache sono piene di notizie del genere, ma questo non aiuta i pensionati a star meglio. Il podio del pensionato più ricco d’Italia se lo contendono in due: nel settore privato, Mauro Sentinelli, ex manager della Telecom, con oltre 90.000 euro al mese, più di 3000 euro al giorno (lordi, naturalmente); nel settore pubblico è Felice Crosta, ex alto dirigente della Regione Sicilia, che ne percepisce la metà, 42.000 euro al mese, un po’ più di 1400 euro al giorno. Insomma, ci sono dei Paperoni che in un mese totalizzano ciò che la metà dei pensionati italiani riesce a raggranellare in tre-sei anni. Senza contare le «onorevoli » pensioni, quelle degli ex parlamentari che hanno prestato servizio anche per pochi giorni, che superano i 3000 euro al mese; le baby pensioni, conquistate da chi è andato in pensione a meno di 40 anni; e le false pensioni, quelle percepite da chi non ne avrebbe alcun diritto. Oggi le pensioni dei parlamentari sono nel mirino dei tagli alla spesa pubblica e ai costi della politica, ma ci piacerebbe sapere, tra le altre cose, come andrà a finire per quei 1813 deputati pensionati, e i rispettivi 484 familiari che godono della reversibilità, che percepiscono un vitalizio in media di 6350 euro al mese. La lista potrebbe continuare, insieme con l’indignazione. Ma l’obiettivo di oggi e di questo libro è quello di ragionare e documentare, per cambiare lo stato delle cose. E i problemi non si risolvono demagogicamente con un certo giornalismo scandalistico e populistico o con il taglio, spesso propagandistico, alle pensioni d’oro. La questione è molto più complessa. Siamo infatti giunti al capolinea di una situazione da molti evocata, da alcuni esorcizzata, da altri rimossa, che è il prodotto dell’incoscienza, dell’irresponsabilità e dell’indifferenza. Siamo a un passo dal crac del sistema pensionistico. Siamo alla vigilia dello scoppio della bomba previdenziale e nessuno fa niente. Questo è il problema”.
 

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