Nadia Redoglia
L’agenzia di rating ha declassato l’Italia e diminuito l’affidabilità a lungo termine di sette banche. L’avvertimento suona alle nostre orecchie appena come un campanellino, rispetto ai boati lancinanti che da mesi espandono le sirene. L’allarme è lui: il mondo ci avverte, lo spread europeo l’ha sentenziato e proseguirà con l’andar giù (su) di brutto. Per secoli i Lloyd’s si sono vantati di potere e sapere assicurare tutto, compreso ciò che altri rifiutavano. Oggi non si sentono più di mettere “in sicurezza”i loro depositi nelle banche europee, da qui lo spostarli. Pessimo segno, c’è poco da stare sereni. Ma mentre l’Europa presta severa attenzione agli indici della “Standard&Poor's” l’Italia è costretta a vendere la sua attenzione ai medi -e media- della “Silvio&Patonza”. Il primo S&P sollecita i Paesi membri a incrementare lo sviluppo economico per salvare l‘Europa. Il secondo, per sollecitare lo sviluppo dei suoi membri, affida l’economia del Paese a loschi figuri che protegge, in ogni caso e con tutti i mezzi, per salvare se stesso.
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