Nadia Redoglia
Il superpremier aveva un cuore che gli sanguinava tanto, allorché l’isolato ministro del tesoro gli propinò la disperata manovra. Ed è stato così che, in occasione dell’approvazione di cotanta emorragia cardiaca, qualcuno ha pensato bene di spiaccicargli un cuore nuovo davanti a Montecitorio, ma non è stato raccolto. Tempo scaduto per i cuori, questo è il momento buono d’attingere alla riserva di stomaci dove si sono rifugiati tutti i suoi bulbi piliferi. Ed è con uno di questi che s’è recato al Colle: gli serve un decreto urgentissimo che impedisca ai comunisti (conniventi dello spread) d’intercettare la vita privata sua e dei suoi beneficiari. Vista così, potrebbe pure avere un senso, ma basta pensare un attimo all’Italia, privata della sua vita per ossigenare quella di lui, e l’assunto si ribalta. I panni sporchi si lavano in casa perché si prova vergogna a mostrarli. Nel caso specifico, abbiamo invece a che fare con un lavandaio che si vanta di passarci i migliori panni degli ultimi 150 anni. Da qui è ovvio che li debba lavare in diretta: sono i panni che vestono i cittadini e, dunque, hanno il diritto di giudicare in proprio non solo se sono puliti, ma anche se d’onesta provenienza.
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