Nadia Redoglia
Da piccoli giocavamo alle “belle statuine”. Un bimbo scandiva il tempo cantilenando la filastrocca. Tutti gli altri si disponevano a restare immobili nel momento in cui il cantilenante si voltava. Chi si trovava non perfettamente fermo era escluso. La nomina ufficiale del segretario Pdl me l’ha ricordato. Auspicando che sarà il partito degli onesti, s'è sbilanciato un po' troppo, ma statuendo che il suo presidente è un perseguitato è stato fermissimo. Perciò il cantilenante l’ha proclamato statuario (un po' meno statutario ché la carica non è ancora prevista dal loro contratto). Così è se vi pare, com’è per gli “uno, nessuno centomila” dei loro personaggi in cerca d’autore. Ma la tragedia sta nella realtà (non gioco, non teatro) di tutti gli altri. I cittadini non sono statue e pirlandelli, bensì persone (r)esistenti con cuori e cervelli autonomi, perciò indignati nel constatare che il ministro della giustizia (manco delle belle arti!) dichiara che il capo dell'esecutivo è perseguitato dal potere giudiziario, da qui invitare il legislativo a stare dalla sua parte per combattere il ministero che rappresenta nonostante il giuramento costituzionale di fedeltà. Be’, se questo stato delle cose non lo definiamo sovversivo, rispetto ai tre pilastri fondamentali della nostra repubblica, come dovremmo chiamarlo? Periodo teatrale, museale, horror? Spicciatevi a risponderci prima che il giochino infantile, come ora appare, trasformi tutti noi negli “ospiti” del più grande Madame Tussauds europeo.
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