G. D'Eramo – Londra
“Certe cose neanche in Zimbabwe” disse tempo fa un Masi stremato, lamentandosi del sue triste compito. Ma finalmente possiamo rasserenarci: certe cose non succederanno in Zimbabwe, ma ad Haiti si.
Reporters Sans Frontieres scrive che dei 5 giornalisti della televisione pubblica licenziati qualche settimana fa, due dovranno ora difendersi dal processo per diffamazione intentato dal direttore generale. Il licenziamento era avvenuto pochi minuti dopo una visita di cortesia del nuovo presidente Michel Martelly .
La mativazione addotta dalla direzione era l'ovvia parzialita' dei giornalisti. I quali pero' rimandano le accuse al mittente e aggiungono che
Nel secondo turno delle elezioni la televisione pubblica si sarebbe nettamente schierata a favore di Martelly – per esempio per ogni 45 minuti di pubblicita' gratuita concessi a Martelly, solo 10 ne venivano concessi alla sua sfidante.
RSF chiede il reintegro immediato dei giornalisti e annota: specialmente in campagna elettorale, il rispetto della par condicio e' uno dei principi chiave della democrazia, soprattutto nella televisione pubblica.
Da MediaTrotter – censure e liberta' in giro per il mondo
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