Articolo 21 - Libri e Giornalismo
Napoli e i suoi diversi sguardi
di Pietro NardielloAd un certo punto della vita è necessario guardarsi intorno per riflettere e comprendere come i luoghi, le persone e gli eventi che in qualche modo ci sono sembrati sempre insignificanti hanno potuto contribuire a farci diventare quel che siamo. Credo che possa essere questo il comune denominatore del libro “Questa città”, edito da Testepiene, che vede convergere i racconti dei Letti Sfatti, un gruppo di musicisti della provincia napoletana, Patrizio Trampetti, uno dei fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare, e lo scrittore Erri De Luca. Tre racconti per un lavoro impreziosito dalle foto di Sergio Siano e da un dvd, con cui si raccontano facce diverse di Napoli e del suo corpo metropolitano fatto di cemento, traffico, disordine urbanistico e di coscienze inquiete.
Questo è l’hinterland, un agglomerato di paesi l’uno ingoiato dall’altro dove spesso è l’asse di mezzeria di una strada a fungere da confine. Poi c’è il “villaggio Vomero”, il quartiere bene di Napoli, che Trampetti prova a raccontare guardandolo dall’alto di un balcone di un condominio e per scenografia, in lontananza, le luci dei fuochi d’artificio che festeggiano, però, un Dio criminale e non più la Piedigrotta. Infine c’è il punto di vista di un vero e proprio scrittore, De Luca, che paragona Napoli al purgatorio, una città “laboratorio di penitenze nel quale le persone alla fine vengono smistate verso l’alto o verso il basso”. Punti di vista diversi che fanno di questo un lavoro importante che ha inizio da una canzone, “Questa città”, che poi dà il titolo al libro con il quale gli autori vanno aldilà di sguardi comuni e usuali, capaci di utilizzare il mezzo critico come strumento di costruzione che mira al raggiungimento di un dibattito in momenti in cui il dissenso, la proposta diversa è continuamente criminalizzata.
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