1) ti stai informando sulla situazione libica?143 SI, pari all' 82%
30 NO, pari al 18%
2) conosci la differenza tra immigrato, clandestino e rifugiato?
133 SI, pari al 77%
40 NO, pari al 23%
3) saresti favorevole ad accogliere un rifugiato ogni mille abitanti?
100 SI, pari al 58%
73 NO, pari al 42%
4) saresti d'accordo nel mettere a disposizione strutture della tua città,
come l'ex caserma Salsa, per accogliere i rifugiati?
129 SI, pari al 75%
44 NO, pari al 25%
5) i respingimenti sono, a parer tuo, la misura più efficace per risolvere la
situazione?
48 SI, pari al 28%
125 NO, pari al 72%
6) l'Europa sta facendo abbastanza per il problema dell'immigrazione?
18 SI, pari al 10%
155 NO, pari al 90%
I temi d'attualità che riguardano il nostro paese, ammettiamolo, non sono esattamente la passione dell'italiano medio, specialmente se si tratta di argomenti che sono percepiti come lontani dalla nostra realtà quotidiana. E la rivolta libica, ormai diventata guerra, come viene sentita, in primo luogo da noi ragazzi e poi dai nostri genitori, dai nostri nonni ed in generale dai nostri concittadini? I duemila chilometri circa che ci separano da quella regione del nord Africa dalla quale tanti perché bombardati dalle forze armate del regime dittatoriale che li governa ormai da quaranta anni sono sufficentemente pochi per destare in tutti la preoccupazione dovuta? Come stanno reagendo e come dovrebbero reagire il nostro paese e quell'Europa di cui facciamo parte alle ondate di profughi che si riversano quotidianamente sulle nostre coste? Sono queste le domande che hanno spinto noi, studenti di Treviso, a indagare presso i nostri concittadini riguardo all'informazione, alla percezione ed ai pareri sulla questione libica. Le informazioni raccolte sul campo, o meglio le nostre vie cittadine, ci hanno dato un'idea piu precisa del opinione generale su questi avvenimenti da poter confrontare con la nostra. Dal nostro sondaggio abbiamo ricavato che i trevigiani sono generalmente informati e che hanno capito che non è una questione riguardante unicamente l'isola di Lampedusa ma che anche il nostro territorio, come ad esempio l'ex caserma Salsa che fa parte degli edifici statali proposti per ospitare i profughi. Ebbene credo che se anche in una città come la nostra viene dimostrata la volontà di risolvere questo preoccupante problema e la disponibilità ad ospitare coloro che sono fuggiti dal loro paese si riuscirà finalmente ad avere un costruttivo confronto con il diverso e, comprendendo appieno le motivazioni che li hanno spinti a lasciare il loro paese e le necessità reali che hanno, troveremo il modo di restituire la dignità a queste persone con l'impegno comune.
Francesca Pullini
Rete degli studenti di Treviso
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