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Turchia - Il Silenzio del potere: record mondiale di giornalisti in prigione? Il caso gladio nel XXI secolo
Turchia - Il Silenzio del potere: record mondiale di giornalisti in prigione? Il caso gladio nel XXI secolo

G. D'Eramo - Londra 

L'International Press Institute, ripreso anche dal guardian, accusa la turchia di essere il piu' grande “Media predator”del mondo. Si parla infatti di un rapporto dell'Ocse che denuncia la presenza di ben 57 giornalisti dietro le sbarre. E avverte che ci sono piu' di 700 processi ancora in corso che potrebbero concludersi con l'arresto di altri giornalisti.

Alla fine del 2010 gli arrestati erano solo 5, e la lista degli stati cattivi era guidata in scioltezza da Cina e Iran, con all'incirca 35 giornalisti in prigione per ciascuno.

L'impennata della repressione turca e' dovuta in buona parte all'ondata di arresti nell'ambito del caso Ergekon, una specie di caso Gladio. La questione e' complicata e controversa, tanto che su wikipedia si possono trovare decine di pagine sul caso. Il primo a parlare di quello che e' stato piu' volte definito “il caso del secolo” dalla stampa turca, fu nel 1997 l'ex ufficiale navale Mütercimler. Quest'ultimo ha dichiarato di aver saputo da alte personalita' dell'esercito che l'organizzazione segreta nacque verso la fine degli '60 con il supporto attivo di CIA e Pentagono. Nata ovviamente nella logica della guerra fredda, Ergekon sarebbe cambiata nel corso degli anni novanta, e sarebbe passata secondo I giudici da attivita' anti-comuniste a manovre anti-islamiche. Si parla soprattutto di un tentativo di colpo di stato (per il quale due generali sono tuttora in prigione) nel 2009, teso a far cadere il governo filo-islamico del primo ministro Erdogan.

 

Ma l'ondata di arresti ha ovviamente causato la reazione dei giornalisti, che il 17 marzo sono scesi in piazza, spinti dall'ultimo incredibile eccesso delle autorita':

Infatti pochi giorni prima erano state perquisite alcune case alla ricerca del manoscritto di un libro investigativo non ancora pubblicato, ad opera del giornalista Ahmet Sik. Anche Reporters sans Frontieres ha dato ampio spazio alla vicenda, denunciando le autorita' turche: “non contente di aver impedito la pubblicazione e arrestato l'autore” di un libro investigativo non ancora pubblicato, hanno perquisito varie case nel tentativo di sequestrare tutte le bozze esistenti del libro in questione.

 

Il libro di Sik sembra portasse le prove dell'infiltrazione della polizia e dell'esercito da parte del movimento islamico fondato dal teologo Fethullah Gülen, da tempo in esilio negli Stati Uniti.

 

Sik e' stato arrestato insieme ad altri nell'ambito delle indagini su Ergekon. Ma Ahmet Sik e' stato direttore editoriale della rivista Nokta, che nel 2007 fu la prima a parlare di un possibile colpo di stato organizzato contro Il governo di Erdogan dalla fantomatica Ergekon, pubblicando documenti e interviste. Questo materiale fa adesso parte del processo Ergekon. Fikret Ilkiz, il suo avvocato difensore, nota giustamente che e' assurdo che uno dei giornalisti che hanno reso pubbliche queste informazioni sia adesso accusato di essere parte del complotto che aveva cercato di smascherare.

In realta' questi casi, come scrive il Der Spiegel, segnano una svolta nel processo di democratizzazione del paese. Infatti Erdogan, da quando sali al potere nel 2002, ha dovuto combattere contro l'opposizione dell'autotitarissimo esercito turco. In tutti questi anni, giornalisti come Sik sono stati dalla parte di Erdogan e del suo partito nella lotta per una maggiore liberta' della politica dalle forze armate. Ma molto e' cambiato da quando 3 anni fa 300 intellettuali firmarono una petizione per l'approfondimento delle indagini del caso Ergekon. Adesso che il potere dei militari e' stato ridimensionato, i rapporti sono cambiati: quello che era un partito di opposizione e' al governo da quasi dieci anni, e le accuse che i giornalisti dirigevano verso l'esercito, colpiscono ora i nuovi poteri. Nuovi poteri che hanno libero accesso ai vecchi e largamente testati organi di repressione e controllo.

Se non bastasse il fatto che tra due mesi ci saranno le elezioni legislative, Wikileaks ha da poco annunciato che pubblichera' scottanti cables su Fethullah Gulen ed Ergekon.

Lo scontro non puo' che inasprirsi.

 

 

Il manoscritto di Ahmet Sik (Imamin Ordusu – L'esercito dell'Imam) e' scaricabile da internet – in turco, ovviamente.

Da www.mediatrotter.org - Censure e liberta' in giro per il mondo (in costruzione) 

Fonti: RSF, CPJ, guardian.....

Dalla rete di Articolo 21