Nadia Redoglia
La (poverissima) Tunisia, già a fine 2010, seppe prodigarsi per allestire tendopoli. Ospitò, medicò, rifocillò migliaia di profughi che giungevano dalle coste mediterranee, mettendo loro a disposizione autobus gratuiti per agevolarli negli eventuali raggiungimenti di parenti o amici dislocati nei pressi. Noi Italia, ricchissima da G8/10/20, dispensatrice di ricchi pareri surrettizi di tutti ‘sti G, man mano che qualche centinaio d’esuli approda nel nostro territorio, ci limitiamo a tirar su comitati di prefiche in gramaglie, lasciando quelli a languire sui pontili, senza tende, cibo, acqua. Non si pretendeva il remake della “dentiera alla vecchia”, ma solo l’installazione dei “camping vacanzieri” (cit.) d’abruzzese memoria. Problemi per la sicurezza? Ma va là, ché in quei “campeggi” fatti d’invalicabili confini e tempi da coprifuoco, s’era attivato un servizio d’ordine da far invidia ai più efferati check point.
Chi sostiene che è in atto una guerra fra i poveri, dovrà ricredersi. Possiamo ben dire che l’Italia è già passata alla fase della guerra tra i poveri contro quelli ancor più poveri.
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