Articolo 21 - Press a poco
Canta che ti passa
Nadia RedogliaL'uomo ha deciso di cambiare tattica. Dall’alto del suo arrogante “co(g)ito ergo sum” ha stabilito di abbassarsi a cittadino comune intervenendo ai processi in cui è imputato. Che si sia annoiato di prendere e (far) perdere tempo con improbabili leggi personalizzate, sodali prescrizioni brevi da geriatria, paraninfe riduzioni al 16°anno per la maggior età? Gli è che a tanta sua (supposta) umiltà e/o supposta noia corrisponderebbe un prezzo: "riforma epocale della giustizia" "bonus scuole private" "legge intercettazioni". Ricapitolando staremmo messi così: al potere giudiziario s'offre un lunedì, all’esecutivo e legislativo, cazzi, mazzi (masi &C.), razzi e scilipoti nostri. Di ‘sto passo, niente di più facile che, quanto prima, gli titilli l’uzzolo di farci intonare, appresso al “meno male che Silvio c'è", il coro dei Valleluja col "grazie, Signore, grazie". A meno di interferire con ciò che spudoratamente viene ancora nomata”fiducia” -ché già se ne sono inanellate 40- tutte le sue idee, dal vago sapor ricattatorio, dovrebbero passare prima dalle commissioni referenti, poscia al vaglio parlamentare.
“Ci vorrebbe un amico…”
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