La rivolta libica contro la dittatura di Gheddafi
di Tonio Dell'Olio*
È un fiume di giovani che riempie le strade della città della Libia. Un fiume che non ha conosciuto altro che la dittatura che dura da oltre quarant’anni. Un popolo che per troppo tempo ha trattenuto questo respiro nei polmoni e ora urla. Come facciamo a non sentire
quel grido come un giudizio severo e solenne verso l’omertà che ha spinto al silenzio e alla complicità chi ha barattato affari sulla loro pelle?
In troppi hanno stretto e baciato quelle mani che vendevano il greggio e strozzavano il respiro. Quei giovani sono il popolo della libertà che oggi si ribella e reclama il proprio diritto a vivere liberi. Se le nostre democrazie avessero solo taciuto le avremmo giudicate ipocrite, cieche, irresponsabili. Invece hanno lucrato anch’esse – consapevoli – dalla sofferenza dei diseredati della libertà. Abusando di quella parola come un merletto che non ha stoffa. E se il popolo della libertà abita sull’altra sponda del Mare di mezzo, allora è sulle nostre democrazie che pesa la condanna per appropriazione indebita. Viva il popolo della libertà. Quello della Libia.
*da Mosaico dei giorni
Calabria, giornalisti minacciati: deputati, “intervenga Maroni”
"Baciamo le mani". Li chiamano “uomini d’onore” ma sono "uomini in fuga"
"Cara Italia… Parole di speranza per il nostro Paese". Dal 21 al 30 ottobre il Premio Borsellino
Reggio. La 'ndrangheta nella legislazione. Al via l'agenzia per i beni confiscati
Conto alla rovescia per "Comizi d'Amore". 9 giorni all'alba
Il filtro dell’antimafia e la memoria corta
L'abbraccio di Potenza a Elisa Claps
Latina, riaperte le indagini del processo "Anni 90".
Operazione Apice: gli affari di Gaetano Riina
L'antimafia si è fermata a Fondi
Luigi Ciotti ricorda Bruno Caccia
"Trame": parole e fatti contro le mafie
Parma: “Green money”, undici arresti per corruzione
Le mani sulla città
Salus Iniqua: ecco il volto della nuova mafia
Abbiamo tassato anche il futuro



