Articolo 21 - Press a poco
Sorelle d’Italia
Nadia Redoglia"...Calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi..." Il 150esimo ci fa riflettere, se non altro, sull’inno nazionale. Snobbato, equiparato a marcetta poco più che da oratorio, s’è invece rivelato profetico nell'anno di grazia 2011 d.C. I fratelli d'Italia sono riusciti persino a ibridarsi sul 17 marzo. Gli imbastarditi preferiscono stare ancora fermi all’Italia “... non donna di province, ma bordello..." ché solo con queste rime potrebbero sfangarla per dividere ciò che l’Italia unì. Insistendo con l’alleanza al capo di governo di questa Italia, imputato di concussione per consumata prostituzione minorile, confidano in cotanta fattibilità. Le donne che si sono riversate nelle strade italiane il13 febbraio avevano però l’ obiettivo di centrare la sola frase che ancora troppo pochi si filano: l’Italia è “nave senza nocchiere, in gran tempesta”. E’ sostanziale realtà delle cose, visto che l’immaginifica padania è palesemente subordinata all’accettazione dei bordelli governativi. Mameli e Novaro: è tutto ok! Se la sfanghiamo, ci piacerebbe giusto trasformare il “fratelli” in “sorelle”. Che sarà mai, confronto a ciò che v’hanno fatto?!
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