"Il treno della memoria" è un iniziativa nata in Piemonte nel 2004 su proposta dell'associazione "Terra del fuoco". Col passare degli anni ha ricevuto sempre più adesioni ed ora coinvolge già 9 regioni italiane.
L'iniziativa de "Il treno della memoria" arriva in Alto-Adige/Südtirol su proposta dei partecipanti al progetto "Liberamente" a fine estate 2010.
Questo progetto di partecipazione attiva, organizzato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, aveva come obbiettivo l'avvicinamento dei giovani alla classe politica permettendo di proporre alle istituzioni alcune iniziative che sarebbero state poi finanziate dall'Assessorato alla cultura. Nell'ambito di questi dibattiti è venuta alla luce l'associazione "Terra del fuoco" e la sua iniziativa di celebrazione della tragedia dell'olocausto. La maggior parte dei ragazzi ha accolto la proposta con entusiasmo e l'iniziativa, proposta all'Assessore, ha ricevuto subito il via libera.
150 studenti dai 17 ai 25 anni hanno avuto la possibilità di salire sul "Treno" e visitare i drammatici luoghi della memoria presso Oswięcim: i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau.
"Gli studenti consapevoli - Die bewussten Schüler/Rete degli studenti medi" ha sostenuto con entusiasmo e responsabilità l'iniziativa, distribuendo volantini nelle scuole e partecipando quasi al completo.
Nell'arco di quattro incontri i partecipanti hanno approfondito temi come l'assolutismo di stampo fascista nell'Europa della prima meta del Novecento, la propaganda, l'olocausto e, eccezione rispetto al resto d'Italia, l'annessione del Sudtirolo all'Italia e la conflittuale occupazione italiana e tedesca della nostra terra.
Il Giorno della Memoria, 27 Gennaio 2011, 66° anniversario della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau da parte dei russi, il "Treno" è partito da Bolzano dopo una giornata di commemorazione ed ha raccolto i partecipanti da tutta Italia nelle stazioni di Trento e Verona. Il "treno" contava 750 studenti ed era lungo ben 700m, un lungo serpente che ha attraversato con andatura lenta e malinconica le valli Austriache, le foreste della Repubblica Ceca e le steppe e pianure innevate della Polonia.
<<La visita ai campi ha lasciato un segno profondo su ognuno di noi.
È impossibile descrivere a parole il turbine di sensazioni provato in quelle ore. Tanto dolore, tante tante domande... poche le risposte.>>
<<Silenziosi giravamo attorno ai "Block" del campo di Auschwitz I attraversando di volta in volta enormi stanze e corridoi con montagne di barattoli di latta per il gas Zyklon B, scarpe, occhiali, pettini, pròtesi e, più sconvolgente di tutto, una tonnellata di capelli umani delle forme più varie: capelli lunghi, corti, biondi, scuri... le trecce ancora infiocchettate di una bambina...>>
<<Un corridoio dedicato al ricordo dei deportati aveva le pareti coperte di immagini, nomi, date... ognuno di noi ha scelto un nome, una fotografia ed ha tentato di vivere attraverso i suoi occhi la visita al campo...Al tramonto abbiamo commemorato il ricordo leggendo ad uno ad uno i loro nomi, lasciando poi una candela sui binari di Birkenau, che a fine giornata erano due lunghe linee luminose.>>
<<Il campo di Auschwitz II - Birkenau ha impressionato tutti per la sua vastità sconfinata. Il filo spinato correva a perdita d'occhio e una foresta di camini di mattoni, ultimi resti delle baracche bruciate, si stagliava drammaticamente all'orizzonte. Alcune baracche rimaste testimoniavano le condizioni disumane a cui i deportati erano sottoposti. Essere qui dà una sensazione completamente diversa da quello che si legge studiando sui libri di storia. Il luogo, il silenzio, il freddo insopportabile che penetrava nelle nostre calde giacche fino alle ossa (noi increduli ci chiedevamo come potessero resistere i detenuti nel loro vestito a righe), nell'aria stessa si respirava una tensione un'inquietudine indescrivibile>>
<<Tante cose... Domande sul perché di tutto ciò, sul come sia potuto accadere... e poi incredulità, impotenza, a volte rabbia. Ora però sappiamo che il nostro compito è divenire testimoni di questa tragedia, affinché tutto questo non possa mai più riaccadere>>
Queste alcune testimonianze raccolte nei giorni successivi alla visita ai campi. L'esperienza si è conclusa con workshop e dibattiti prima e durante il viaggio di ritorno. Un'unica conclusione: non cadere nell'indifferenza, affinché tutto ciò no possa riaccadere.
L'iniziativa che ha coinvolto la Rete degli Studenti medi a Bolzano ha avuto un grande successo mediatico è stata infatti seguita quasi giorno per giorno sui giornali locali ed ha avuto notevoli spazi di dibattito televisivo sulle reti provinciali e regionali. Positivo inoltre il coinvolgimento di tutti i gruppi etnico-linguistici della nostra provincia: italiani, tedeschi e ladini.
La riteniamo un'esperienza che sarà fondamentale nel corso della nostra formazione di cittadini consapevoli e democratici ed invitiamo anche le altre regioni italiane ad informarsi ed a promuovere quest'iniziativa di grande responsabiltà nelle loro realtà locali.
Bolzano, 06.02.2011
Gli studenti consapevoli- Die bewussten Schüler
Rete degli studenti medi
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