Articolo 21 - Press a poco
Federalismo e Monna Lisa
Nadia RedogliaLa fame è brutta. Ne sa qualcosa la Lega che invoca pane (michetta federalista) per chetare le pance dei suoi elettori. Dopo averli saziati col fumo di federalismo, seppur farlocco in linguistica, oggi abbisogna urgentemente almeno d’un succedaneo che in volgare fa “legge d’autonomia finanziaria comunale” (manco regionale, sic). Il succedaneo, ancor prima che nella sostanza, è stato, però, stoppato fin nel suo "sfornamento", un po' come dire che le pance affamate non hanno potuto annusarne neppure il fumo. Cotanto popolo (affamato) che da sempre s’ispira a pagnotte di “celodurismi” e “pansa piena pensa miga a pansa vöida”, è facile immaginare, ora, le reazioni che avrà. Dal senatur, gustato per l’elevazione del dito medio, il “rotolone” tricolore, il “dàghela al negher, già terun”, il popolo per giusta causa accettò, seppur con grugniti, formalità da “Gioconda”, nell’accezione del suo sorriso stampigliato sul faccione dell’alleato per amore o per forza (Italia). Che ora, oltre a Monna Lisa, si chieda a ‘sto popolo pure di supportare/sopportare le mone lise (cfr linguistica triveneta) di quell’alleato lì, è abuso che potrebbe costare assai caro al guerriero padano.
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