Articolo 21 - Press a poco
Ah Belli de’ casa…!
Nadia RedogliaUn'amica m'ha ricordato questa "Mentre scole e musei cadeno a pezzi e l'atenei nun c'hanno più quadrini pe' la ricerca, e i cervelli ppiù finivanno in artre nazzioni a cercà i mezzi mentre li fessi pagheno le tasse e se rubba e se imbrojia a tutto spiano e le pensioni so' sempre ppiù basse. Una luce s'è accesa nella notte. Dormi tranquillo popolo itajiano. A noi ce sarveranno le mignotte".
L'amica mia, intelligentemente, s'è ben guardata d'appellarsi a corsi e ricorsi storici. La satira (nella fattispecie è dello straordinario Belli -1791/1863-) è, infatti, effimero guizzo. Essa mostra le contraddizioni del momento politico-epocale (perciò effimera) al solo fine d'invitare i protagonisti, giusto per le loro palesi contraddizioni, al cambiamento. Il 19° secolo del Belli stava messo in quel modo, nonostante fossero passati cent’anni da quello chiamato “dei lumi”. Pur volendo concedere ulteriori proroghe (anche in rispetto al d’Azeglio col suo «pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gli italiani» e al resto a lui succeduto,vuoi per sfiga, vuoi per folklore), è possibile che l’Italia del 21° secolo possa stare ancora ferma al 19° e, peggio, che ancora si confidi nelle mignotte per salvarci?!
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