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Articolo 21 - Musica
Un derby all'Olimpico e una amichevole al The Place. D'obbligo interrogarsi sulla cultura, di fronte ai talenti
Un derby all'Olimpico e una amichevole al The Place. D'obbligo interrogarsi sulla cultura, di fronte ai talenti

di Antonella Sciocchetti
CordePazze e Jang Senato, due tra le più interessanti band emergenti italiane, ieri sera hanno diviso il palcoscenico del "The Place", gettonato locale di Roma dedicato alla musica live, alla buona cucina e alla sana convivialità dello scambio culturale.
L'ottima partecipazione dei presenti alla serata merita, indubbiamente, un plauso, se pensiamo a pochi chilometri dalla zona Prati di Roma si consumava l'atteso derby Roma-Lazio: quello che in genere incolla la cittadinanza capitolina al televisore, o la dissuade dalle ‘uscite' nel timore di incorrere in traffico insostenibile o parcheggio impossibile nelle zone attigue allo stadio.

Un doppio successo della serata, dunque. Pubblico ben motivato e musica di qualità: il binomio ideale.
L'evento è stato promosso dal progetto "La leva cantautorale degli anni Zero", ideato da Club Tenco e Mei (Meeting delle etichette indipendenti) che, in collaborazione con Ala Bianca, prevede la pubblicazione di un doppio CD (compilation di 36 cantautori, tra i più rappresentativi nella musica d'autore) e il circuito degli artisti scelti.
Nella rosa dei quattro selezionati previsti, ieri, al The Place, è mancato Piji, costretto al letto da una influenza (ahi-noi, i cantautori pluripremiati non sono immuni dei virus!).
Ha aperto la serata Alessandro Orlando Graziano, premio De André nel 2003, artista dalle originali doti compositive. Ricco di sfumature timbriche inusuali, Graziano ha offerto un saggio delle sue vaste sonorità, che ci hanno fatto viaggiare con naturalezza dal fascino dei madrigalisti fino a quello degli Smeets.

Con CordePazze, che abbiamo segnalato ai nostri lettori anche in precedenza, la parte centrale della serata è stata accattivante. Il repertorio ha prediletto le nuove composizioni della band siciliana (Alfonso Moscato, voce - Michele Segretario , tastiere - Francesco Incandela, violino - Francesco Luzzio, basso - Vincenzo Lo franco Batteria). Abbiamo ascoltato con rinnovato piacere l'interessantissima "Sono morto da cinque minuti" e " La Sinfonica Sociale", i loro brani più noti, premiati in diverse occasioni, ma sono le più recenti composizioni a lasciarci intuire il percorso musicale fortunato al quale i cinque musicisti sono destinati.

Da "Rivoluzione" a "Svendi Milano" a "Quello che vorrei" a "Gli scienziati americani", con la consueta ironia, a tratti segnata da un condivisibile sarcasmo, la strada di CordePazze è disseminata di acute riflessioni sul sociale, sulla politica, sui rapporti, sul futuro. Un futuro roseo solo nella dimensione divertita e divertente della loro musica. Un futuro sul quale non possono investire (loro come tanti altri giovani, soprattutto musicisti) se non prendendone coscienza e denunciando quello che oggi, al futuro, mette basi affatto solide.
Perla della nuova produzione, che si contende il titolo con "Svendi Milano", è il brano "Credi a me". Una ballata dalla struttura semplice, che racconta in modo disarmante la crudeltà dell'amore, attraverso i percorsi di tre generazioni, suggeriti da immagini flash, quasi cinematografiche. "A chi il divano, a chi un po' di dignità" - narra il testo nel cuore della strofa dedicata alla spartizione degli ‘effetti'...post separazione. Forti del recente successo a " I Candelai" di Palermo, e dell'ampio consenso di ieri a Roma, CordePazze si esibiranno ancora stasera all' Abbey Road di Formello (Rm), poi strumenti in spalla, sorrisi e consueti ritardi, torneranno a chiudersi nella loro isola per ultimare le operazioni sul nuovo singolo, la cui uscita è prevista per Marzo prossimo. Ma la loro isola, la Sicilia, non li tiene lontani dalle altre band italiane con le quali, per molti versi dimostrano avere affinità, come accade con gli Jang Senato.

Suggerisce molte riflessioni e naturali accostamenti il consesso di questi talenti. CordePazze e Jang Senato hanno già condiviso importanti appuntamenti: il Premio de Andrè 2007, il Tenco 2008, il Tributo a Fabrizio De Andrè di Radio1 2009, fino al Mei di Faenza 2010 che li voluti, ieri, insieme a Roma.
Come Corde Pazze, anche Jang Senato è una band cresciuta a pane e musica d'autore. Ma se i primi se ne sono imbevuti sguazzando nell'acqua cristallina di Mondello, gli Jang Senato la musica d'autore se la sono spartita tra i boschi dell'alta Valle del Savio, nell'Appennino tosco-romagnolo.

La scrittura di questa energizzante band originaria di Bagno di Romagna (Forlì-Cesena) prende spunto da Bruno Martino e da Francesco De Gregori, da Ivan Graziani e Alberto Fortis, mescolandone le esplicite coloriture dei capiscuola all'ironia feroce degli allievi Bersani e Silvestri.

"Non siamo solo amore e cuore come ci descrivono" - ha sottolineato la voce del gruppo Davide ‘Titano' Gulmanelli, durante la performance. E' vero, sì, che il loro romanticismo abbonda in dosi massicce, ma è alleggerito da una scrittura fresca ed intelligente, impiantata su un senso familiare e quotidiano dell'ascolto. Una scrittura talmente ricercata nel dettaglio, da non essere mai scontata e banale. Le capacità compositive di Jang Senato sono la risultante di una formazione (Gulma, voce - Alfredo Nuti dal Portone, chitarre - Higgins, basso - Lorenzo Santolini, tastiere - Mocambo, batteria) che entra a pieno titolo nell'intellighenzia musicale italiana.
Al the Place i ‘giovani Senatori' ci hanno dato un assaggio del loro album d'esordio, "Lui ama me, lei ama te", uscito il 14 gennaio scorso con l'etichetta Pippola Music, e distribuito da Audioglobe, che questa sera, 20 gennaio, presenteranno ufficialmente al teatro Petrella di Longiano. Pre-assaggio delTour 2011,
da "Agata " a "Respirare" a "Un tempo" fino a "Lamericano" (già largamente apprezzato dopo la loro partecipazione al Musicultura nel 2008) e "La bomba nucleare" (con cui sono tornati al Festival di maceratese nella scorsa edizione), Jang Senato ha invaso il pubblico con una carica energizzante invidiabile e una esplosione sonora che non ha mai ceduto il palco alla troppa estrosità.

Estrosi, a dire il vero, gli Jang Senato lo sono in molte cose: dal look alle battute, dagli sguardi complici ai movimenti scenici di bella coreografia, a tratti spontanea, più spesso, giustamente, studiata. Ma la loro estrosità è entusiasmo, gioia, esigenza di dipingere a colori l'innata musicalità e la profusa voglia di esserci.
E a benedire questo entusiasmo, il prete a mani giunte nella copertina dell'album, con tanto di rosario pendente. Provocazione o invocazione?

Certo in tempi ricchi di talenti (come Jang Senato e CordePazze), ma poveri di circuiti (dove possano esprimersi ricompensati per il loro valore), la musica avrebbe proprio bisogno di essere ‘benedetta'. Ma le ultime gerarchie ecclesiastiche non sono sufficienti a ridarle alla Musica ‘lo spirito', ormai dimenticato, che la rendeva punto centrale della nostra cultura e un mezzo potente di denuncia e di critica.

Allora è d'obbligo chiedersi perché stiamo permettendo che la cultura s'impoverisca di talenti, di occasioni come questa ‘amichevole' CordePazze -Jang Senato. Perché permettiamo che venga depauperata della sua funzione primaria (creare le coscienze e le forme mentis ), che sia imbavagliata nella libera circolazione delle sue diverse espressioni? Perché permettiamo che non sia pagata per quello che merita o che non sia considerata un lavoro.
Obbligata è pure la soluzione per ri-trovare (qualora le benedizioni dall'alto non fossero più efficaci) lo spirito di centralità e rispetto che nei secoli hanno animato la cultura. E pensare che lei sola ha il potere di salvare le storie degli uomini dall'oblio!

E' solo grazie alla cultura, che, a distanza di anni, Fabrizio De Andrè, Ivan Graziani, Giorgio Gaber, Lucio Battisti, come Mozart e Beetowen e Chopin, ci sembrano... ‘morti da cinque minuti'.
Antonella Sciocchetti

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