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Articolo 21 - Libri
Malamore: esercizi di resistenza al dolore
Malamore: esercizi di resistenza al dolore

di Teresa De Palma
Come dice la stessa autrice: ”questo non è un libro sulla violenza domestica, sulla violenza esercitata dagli uomini sulle donne nell’intimità delle loro case e delle vite”.
Le tante storie raccontate cercano di rispondere ad un’altra domanda; perché le donne subiscono? Perché non si ribellano? Perché consentono che si eserciti su di loro la violenza sottile o radicale?
Eppure le trentenni, le quarantenni di oggi hanno studiato, sono cresciute libere…Sono le figlie delle rivoluzioni sociali, donne manager che non dovrebbero aver bisogno dei soldi e della tutela di nessuno, come mai queste donne sono disposte a sopportare?

E’ difficile rispondere a questa domanda, e l’autrice lo fa raccontando delle storie che sono “scie luminose, stelle cadenti”, e mano a mano che ci si inoltra nella lettura si viene catturati dalla semplicità, (solo apparente, perché, dietro una scrittura semplice e che arriva a tutti, c’è la generosità dell’autrice nei confronti di tutti i suoi lettori) dalla voglia di continuare la lettura, come se si trattasse di un romanzo.

Le protagoniste delle storie sono donne diverse, colte, ignoranti, povere, ricche, unite tra di loro dalla straordinaria confidenza che hanno con il dolore, il dolore come compagno di vita, un nemico che si ha sempre accanto, al quale ci si affeziona tanto da essere quasi amico.

Le donne si convincono che il dolore fa parte della loro vita; lamentarsi, difendersi, vuol dire sprecare energie, non è utile. Conviverci e cercare di trasformarlo in forza, questa è la sfida, la grande presunzione, la lezione antica e segreta, che di generazione in generazione le donne hanno tramandato alle figlie.
La violenza viene sopportata, dalla giovane donna che si lascia insultare, picchiare dal suo uomo perché pensa che quella sia una debolezza: crede di averne capito le ragioni, di poterla governare.
E come lei migliaia di donne vivono questa condizione e, anziché sottrarsi, quasi si offrono alla violenza degli uomini e a volte se la vanno addirittura a cercare.

Se si è donna, è facile ritrovare in ognuna di queste storie un frammento di sé. Chi scrive ha tre figlie  e, quando è nata la terza, il ginecologo, rivolgendosi al padre, disse : mi dispiace non posso farti gli auguri, è un’altra femmina .
L’autrice del libro racconta del suo disagio quando le fanno i complimenti perché è madre di quattro figli ”maschi” e a me sembra che ci sia una relazione.

Quel filo sottile, impalpabile ma solidissimo, che prima di tutto le donne, le madri hanno il compito di spezzare educando i loro figli, (i maschi soprattutto ma anche le figlie) al rispetto degli altri, a cominciare dalle cose semplici, come la collaborazione nella vita quotidiana.
Se una madre non si fa rispettare dal proprio figlio, come la donna che passa cinque ore sul treno in piedi, mentre suo figlio ventenne, seduto, non gli rivolge la parola per tutto il viaggio e, quando passa il carrello delle bibite, le fa cenno di comprargli una coca, e lei porgendogliela estasiata, rivolge un sorriso agli altri passeggeri come per dire: sono ragazzi, che volete.
Quella madre è responsabile della nascita e della trasmissione di quei comportamenti che impediscono di spezzare quel robusto filo di violenza e di soprusi che unisce le generazioni degli uomini.

La prima delle storie raccontate nel libro è la Rateta,  una fiaba che parla di una topolina presuntuosa che sceglie, tra tanti pretendenti, di sposare un gatto, non ascolta nessuno, non crede a quelli che dicono: “Il gatto ti mangerà” . Ha un’idea grandiosa di sé, è sicura che riuscirà a domare l’istinto del gatto, lo sposa, e, subito dopo, sarà divorata. 
La grande forza che devono avere le donne, è quella di liberarsi da questa presunzione, non si cambia la realtà, così come non si può chiedere a un gatto di non mangiare un topo; bisogna imparare ad evitare i pericoli, senza dover dimostrare niente, senza mettersi alla prova, e le fiabe saggiamente ce lo suggeriscono.
Nel libro il messaggio è chiaro: è affidata soprattutto alle donne la responsabilità di cambiare la realtà.

Concita De Gregorio
Malamore
Esercizi di resistenza al dolore
Le donne, i loro uomini e la violenza
Mondadori pp.169,16 euro.

 

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