Nadia Redoglia
Gesù viene sì in una grotta al freddo e al gelo, ma scende dalle stelle perché è il re dei re in tutta la sua magnificenza. S’offre a noi in dono poiché è infinitamente generoso. Perciò i preti devono piantarla di sermoneggiare nel dì del Natale contro il consumismo, impoverendo il PIL a danno del debito pubblico. E' Socci* da Libero che intona codesto Gloria in excelsis et pax hominibus (e ominidi), esortando a spendere e spandere nei regali. Che si doni oro, più che incenso e mirra, si godano i multistelle maldiviani o del Mar Rosso (pure tanticchia più evangelico, altro che i cieli stellati da soggiorni in baracche, sui tetti, alle mense della Caritas e sui marciapiedi nei cartoni!). Poiché la testata, assurta a mistico rotolo per l’occasione, è una delle tante matrioske commerciali di proprietà familiar/governativa, è inevitabile avvertire un certo afrore da interesse conflittuale. A parte ‘sto dettaglio, ricordiamo a Babbo Socci che il re del Cielo, trascorsa l’infanzia, ci avvertì che la felicità sta nel “Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio, ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione”. Gli si opporrà la pretesa del contraddittorio o il diritto di replica.
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