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Articolo 21 - Press a poco
Cor leone
Cor leone Nadia Redoglia
Tutto cominciò con manciate di mortadella portate avidamente alla bocca e spargimenti di vino  che insozzarono i sacri scranni. Più che figli della lupa, seguirono lupi, allupati, lupanare, ma uno solo fu il re della foresta. Ci furono giorni del ghe pensi mi, del cucù, dei campeggi e delle dentiere, del riciclaggio di barzellette, rifiuti e bestemmie contestualizzati. Vennero poi  intonati inni all’odio, all’amore e al martirio specie nelle fasi di preparazione delle leggi uguali per uno solo. Le piccole fiammiferaie furono sollecitate a trovarsi principi da sposare, così da diventare principesse. Il libico re dei re, amico fraterno cui è doveroso baciar le mani, colse pertanto l’attimo. Il popolo fu rassicurato sulla presenza delle mafie (troppa fiction tv e letteratura oltre a farci male fornisce pessima immagine all’estero) e degli uomini neri (saranno cacciati e dispersi). Tra elisir di lunga vita e protocolli per debellare il cancro in tre anni, l’Italia è perciò da ritenersi il Paese dei Balocchi. Tutto il resto è bugia, tradimento, associazione a delinquere degli invidiosi. Il 14 dicembre ci sarà dimostrato.
PS Com’è che il 13 sera è andato in onda “il Padrino”?
Dalla rete di Articolo 21