L'8 ottobre 300.000 studenti hanno bloccato l'Italia rivendicando una scuola e un Paese diverso.
Abbiamo dimostrato al governo e alla Gelmini che non accettiamo di vedere le nostre scuole distrutte da tagli scriteriati.
Dal primo giorno di scuola gli studenti hanno dichiarato guerra a chi considera le nostre vite un capitolo di bilancio da tagliare per far cassa e a chi ci sta consegnando un futuro e un presente fatti di precarietà e incertezza.
Abbiamo indossato i caschetti gialli da lavoro, per proteggerci dalle macerie che Gelmini e Tremonti hanno causato, ma anche per dare inizio alla nostra ricostruzione.
Abbiamo deciso, infatti, di non fermarci, di non attendere in maniera passiva un cambiamento che aspettiamo ormai da troppo tempo. Abbiamo deciso di essere noi il cambiamento che stavamo aspettando.
I "cantieri dei saperi" prenderanno vita in questi giorni nelle scuole e nelle città, tramite autogestioni, cogestioni, occupazioni, assemblee d'istituto e cittadine, flash mob, manifestazioni e sit-in.
I "cantieri dei saperi" sono uno strumento per cambiare le nostre scuole dal basso, per ridare senso a quegli edifici unendo protesta e conflitto ad una proposta reale, non calata dall'alto ma pensata da chi la scuola la vive ogni giorno e vuole ricostruirla davvero.
Sono dei laboratori in cui va ripensata la scuola partendo dalle strutture, dalla didattica alternativa, passando per una nuova idea di rappresentanza e di partecipazione, per costruire un diritto allo studio reale per interrogarci sui temi dell'integrazione, della legalità e della laicità.
Siamo convinti che ripartendo dalla scuola e dai saperi si possa ricostruire un'Italia ormai alla deriva ed i "cantieri dei saperi" sono uno strumento per riprenderci degli spazi in cui costruire una democrazia reale e partecipata, per riportare al centro i diritti e i saperi come strumento per uscire dalla crisi economica, politica e democratica del nostro Paese.
Il 17 novembre porteremo in piazza, in tutte le città d'Italia, un'idea di scuola pensata da chi la vive, con una piattaforma partecipata che dia ancora più forza al fronte di difesa della scuola pubblica che è sceso in piazza l'8 ottobre. Studenti, docenti, precari, genitori sono gli unici che insieme possono realmente cambiare e ripensare una scuola pubblica in ginocchio.
Il 30 ottobre saremo in piazza a Napoli con i precari della scuola, costruendo il 29 momenti di partecipazione, cortei e flash mob con lo slogan "siamo il cambiamento che stavamo aspettando: cantieri dei saperi... verso il 17 novembre" per dare più forza alla voce di chi pretende un futuro e un presente fatto di certezze e non di precarietà.
Siamo il cambiamento che stavamo aspettando.
Primo giorno di scuola con mobilitazione
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