Un racconto sconosciuto, ma con dentro un forte messaggio di speranza e di salvezza. Debutta venerdi' 8 e sabato 9 in prima nazionale, al Teatro Nuovo Montevergini di Palermo, 'Santos', adattamento per il teatro di un racconto di Roberto Saviano per la regia di Mario Gelardi. Si tratta di un racconto dello scrittore napoletano uscito in una raccolta, ma praticamente sconosciuto.
E' la storia di quattro ragazzini che vengono assoldati come vedette della camorra. Il loro compito e' quello di giocare a calcetto in una piazza ed avvisare quando arriva la polizia o qualcuno sospetto. "Saviano - dice il regista Gelardi - racconta la carriera dei ragazzi, che si trovano a scegliere tra il calcio e la delinquenza: il gioco come metafora della vita, il calcio come unica soluzione per uscire da una vita che appare misera. I ragazzi si trovano a dover scegliere da che parte stare, se continuare a guadagnare soldi facili con attivita' che diventano sempre piu' criminali o abbandonare tutto e provare a realizzare i loro sogni".
Il titolo, 'Santos', viene dal pallone arancione usato dai ragazzi per giocare a calcio. "La storia - continua ancora Gelardi - e' una storia densa di emozioni ed avvenimenti, ha una scrittura forte e dinamica come e' tipico del Saviano scrittore. Ci ha colpito particolarmente la storia di uno dei ragazzi che, per la passione del calcio, per l'emozione di proseguire un azione di gioco durante una partita, viene espulso dal gruppo e proprio per questo si salva da una vita fatta di espedienti e criminalita'. E' la passione che salva la vita di questo ragazzo ed e' anche la chiave della storia: seguire un sogno, realizzare un'aspirazione, l'unica vera speranza di un destino migliore".
"Ho sempre pensato che ovunque e in ogni vita potesse esistere una possibilita' di salvezza - ha detto Roberto Saviano-. L'ho sempre pensato, ma ne ho avuto certezza quando ho conosciuto Lionel Messi, il centravanti argentino, o quando ho seguito gli allenamenti dei pugili di Marcianise prima che andassero alle Olimpiadi".
Secondo lo scrittore, "il sud Italia e l'Argentina sono due terre difficili in cui lo sport e' una possibilita' che va ben oltre il sogno di una vita migliore. Santos e' una gioia semplice: e' la gioia di una partita a pallone fatta per strada, da piccoli. E adesso che per strada a pallone non gioco piu', mi piace rivivere quei momenti e restituirne la spensieratezza tutta infantile, la convinzione irrazionale che un giorno le cose possano cambiare, e non solo per noi stessi. Mi piace pensare che la mia terra, nonostante tutto, abbia ancora qualcosa da offrire".
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