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Bielorussia: suicidi, censura ed un po' di vergogna
Bielorussia: suicidi, censura ed un po' di vergogna

Giulio D'Eramo - Londra

Le maggiori associazioni a difesa della libertà di stampa denunciano il misteriosissimo suicidio del più importante attivista e giornalista della Bielorussia,  Aleh Byabenin. E' stato trovato morto nella sua casa di Minsk venerdi 3 settembre. Non è stata trovata nessuna lettera di addio, e chi lo conosce dubita della veridicità della versione ufficiale.

Byarbenin era il fondatore di Chater97, la più autorevole fonte di notizie non statale della Bielorussia, il cui presidente Alexander Lukashenka è  riconosciuto dai più come l'unico (e l'ultimo?) dittatore europeo. Tra il 1997 e il 1999 Byabenin era stato picchiato e minacciato due volte. Politicamente attivo, aveva fortemente sostenuto la candidatura presidenziale di un leader dell'opposizione, Andrei Sannikov.
I funerali sono stati pacifici ed affollatissimi; Charter97 scrive che mai si era visto a Minsk un tale dispiegamento di forze di polizia antisommossa.

Tra le polemiche dovute alla visita di Gheddafi, ricordiamo che nessun leader occidentale fa una visita ufficiale nel paese dal 1994. Nessuno a parte Berlusconi, che ci andò nel 2009 per stilare una serie di accordi commerciali tra i nostri due paesi.
Mentre per Gheddafi lo sconcerto è stato dovuto ai fasti e allo show che è stato per lui approntato a spese del contribuente, ricordiamo che la vergogna della visita in Bielorussia risiede anche nella natura degli accordi commerciali stilati, sicuramente proficui per le aziende italiane ma inaccettabili da un punto di vista etico, in quanto prevedevano il permesso per l'Italia di costruire una nuova città nella Zona Franca di Brest (soprannominata Silviograd dal Giornale), dove le aziende italiane potranno operare senza nessuna restrizione ecologico/ambientale.

A proposito dell'autoritarismo di Lukashenka, Berlusconi aveva espresso il suo abituale punto di vista: “La tua gente ti ama, come si può vedere dai risultati elettorali”. Risultati elettorali fortemente contestati da molte organizzazioni internazionali come l'osce, che aveva attestato forti irregolarità nel conteggio. Anche questo ci dovrebbe ricordare qualcosa.

Aleh Byabenin lascia moglie e due figlie.

 

Dalla rete di Articolo 21