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Enzo Avitabile e i Bottari di Portico scatenano il pubblico del “Kaulonia Tarantella Festival”
Enzo Avitabile e i Bottari di Portico scatenano il pubblico del “Kaulonia Tarantella Festival”

di Antonella Sciocchetti
“Noi veniamo dalla periferia dell’estremo sud, coi suoi vantaggi e i suoi problemi”. Così commenta il primo brano della serata Salvatore Scoleri, voce del gruppo “Invece”, di Bovalino (RC) una delle aree più depresse d’Italia, a pochi chilometri da Caulonia, dove la kermesse dedicata alla musica etnica e alla tarantella sta per diventare una lunga, indimenticabile notte di suoni e di danze, di tamburi tondi e lucenti come la luna piena che domina il cielo.

E’ la prima notte magica del Festival che, da dodici anni, voluto dall’amministrazione comunale, col patrocinio della Regione Calabria e della Provincia di Reggio Calabria, raduna artisti del sud attorno a un’unica grande passione: la musica popolare. Per il quarto anno consecutivo ne è direttore artistico Eugenio Bennato, compositore, musicista e studioso, motore di un movimento culturale, Taranta Power, che ha ripristinato l’uso della tarantella come espressione del popolo del sud, ma anche come forma di denuncia, di comunicazione del disagio, mezzo per esorcizzare i mali del presente guardando ad un futuro migliorato dall’orgoglio delle proprie radici.

L’aria di festa di Caulonia si avverte subito, salendo per l’antico borgo fino a Piazza Mese, dove campeggia il grande palco allestito davanti al Duomo, Chiesa Matrice del XVI secolo dedicata a Santa Maria Assunta, co-patrona della città con Sant’Ilarione (una figura che merita un capitolo a parte). Ambulanti gioiosi costellano angoli delle strade gremite di gente di ogni età. Ragazzi e bambini arrivano coi tamburelli e ognuno di loro cede ai sassi bianchi della piazza il proprio fiero passo danzante.

E danzare, suonare, cantare, partecipare sono le regole del Kaulonia Tarantella Festival. Un rito collettivo che a tutti gli effetti (siamo in Magna Grecia!) possiamo definire catartico. Aprono l’atteso concerto di Enzo Avitabile, i citati “Invece”.  Segue il progetto “Battente Italiana” di Francesco Loccisano (locrese) che, nutrito di influenze gitane, strega i presenti con le sue rivisitazioni della tradizione musicale jonica, in particolare reggina, sfruttando ed innovando il fascino arcano della chitarra battente. Il terzo gruppo, “Scialaruga”, alterna ritmi tradizionali e melodici a efficaci contaminazioni rock . Con un singolare e divertente brano, omaggio alla ‘capra’, “Mujura”, progetto solista di Stefano Simonetta (già apprezzato musicista dell’entourage di Bennato, che vive tra Locri e Napoli) si chiude la sezione ‘nuova musica calabrese’, che ha ben alimentato la sete di partecipazione dei presenti.

Il “Complesso bandistico Città di Caulonia” fa il suo ingresso in scena col poeta vernacolare lucano Carmine Donnola, che con la sua cadenza grassanese e la forza evocativa del suo timbro vocale recita sulle grancasse versi dal sapore antico, suggestivi, segnati di storia come il suo volto. Diretta da Pasquale Romano, la ritmica dominante e solenne dei “Bottari”, gruppo musicale assolutamente suggestivo per la forza percussiva, ossessiva, usata su botti e tini, è l’incipit della grande performance di Enzo Avitabile condivisa con questa formazione, unica nel panorama della World Music.

Il connubio è perfetto. Il cantante partenopeo, compositore e polistrumentista assolutamente originale, viscerale in ogni sua espressione, riesce a trasportare tutti in uno stato di totale partecipazione che appare come una sorta di trance cosciente. “Guagliù, abballate!” – ripete spesso, incitando la folla ed invitandoli ad un ‘bene collettivo’. Dal duetto col pubblico, col suo sapiente sax fuori scena, a ‘tarantella bruna’, alla rivisitazione di ‘bella ciao’, all’omaggio dichiarato a James Brown (con cui Avitabile ha collaborato in passato), avvalendosi di bellissimi interventi della trascinante ciaramella di Antonio Bocchino, Enzo Avitabile riesce a riversare sulla folla, attraverso il suo canto e le sue sonorità dalle indiscutibili qualità artistiche, una valanga di passione, di amore puro, di speranza in un futuro che sa guardare al passato e riempire di nuovi significati il futuro della musica.

Dopo tre bis a richiesta unanime degli oltre tremila presenti, Avitabile chiude con una ‘devozione dialettale alla Madonna’, precisando una sua ferma convinzione: “Noi pensiamo che si può danzare e pregare, insieme!”.  E’, dunque, sacro questo sud che ascoltiamo danzare a Caulonia attraverso i grandi nomi che firmano le cinque serate del festival. Una sacralità che è omaggio riverente alle terre di appartenenza, lirismo e sentimento, innovazione del linguaggio antico e cantico dei cantici della tarantella, amata e condivisa.

Enzo Avitabile e il ritmo ancestrale dei Bottari di Portico sono stati il ‘La’ che ci aspettavamo da una edizione che in dodici anni di storia è riuscita a superare i confini della Calabria e diventare un punto di riferimento internazionale per un sud d’Italia depositario di cultura, sensibilità e ritmo. Sono questi i passi di danza di una regione che vuole crescere e andare lontano.

Antonella Sciocchetti



Ulteriori informazioni:
Questa sera la sezione “Tarantella delle regioni” con la Banda di Corapi, Mario Incudine e Gruppo Terra, Ilenia, Musicisti del Basso Lazio aprirà la serata a Mimmo Cavallaro Taranproject.
Grande novità di quest’anno è che il cd “Kaulonia tarantella festival 2010”, distribuito da CNI Music srl, sarà distribuito già durante le serate o potrà essere scaricato da i-Tunes a partire dal 30 agosto.
www.cnimusic.it  
ufficio stampa Maya Amenduni 
(mayaamenduni@gmail.com)
www.kauloniatarantellafestival.it 

Antonella Sciocchetti

ASCOLTA L'INTERVISTA DI ANTONELLA SCIOCCHETTI A EUGENIO BENNATO

 

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