Di Stefano Porciello*
I risultati delle iscrizioni per l'anno scolastico 2010/11 sono ormai noti: schizzano in alto quelle dei licei, con un incremento del 3,6%, crollano per tecnici (-1,4%) e professionali (-2,2%). Il MIUR sostiene che questa tendenza sia stata impressa dalla riforma, attraverso la trasformazione delle vecchie sperimentazioni in nuovi licei. Un gran successo della cultura? Un risultato positivo? Queste sono analisi leggermente grossolane.
Non va dimenticato che una scuola come le ex magistrali si è ritrovata trasformata da un giorno a un altro in un liceo in primo piano sul panorama dell'orientamento: la riforma ha drogato il valore del suo diploma, distorcendo di conseguenza le iscrizioni. Oggi si chiama liceo delle scienze umane e l'opzione economico sociale ha incrementato del 2% le iscrizioni: un risultato significativo rispetto all'anno precedente.
Gli storici classico e scientifico hanno entrambi aumentato i loro iscritti di quasi l'1%, nonostante l'amputazione delle sperimentazioni, e l'indirizzo delle scienze applicate è volato quattro volte più in alto con un +3,8%. Questo è anche il risultato della diminuzione delle ore settimanali di lezione, da sempre temute e considerate un parametro fondamentale al momento dell'iscrizione, oggi abbattute e livellate dalla riforma.
Le questioni sono due: primo, non possiamo sommare le mele con le pere: i licei sono cambiati e nel confrontare le iscrizioni 2010/11 con quelle del passato non abbiamo unità di misura comparabili. Secondo, il clima in cui si sono svolti gli open day per i neoiscritti è stato burrascoso. La riforma non era ancora chiara, trasparente; da una parte non si trovavano quadri orari attendibili, dall'altra mancava la documentazione. Le voci correvano e sui genitori pesava anche l'incertezza sul valore dei diplomi: la paura era che non tutti avrebbero garantito l'accesso al mondo universitario. Come se non bastasse la crisi economica, che ogni giorno travolgeva un nuovo settore del mercato, ha trovato tra le sue vittime i tecnici e i professionali. Quale futuro potevano garantire agli iscritti a fronte di un mercato del lavoro in contrazione? Il valore del diploma non liceale sarebbe stato, di lì a cinque anni, messo sicuramente in discussione.
I dati sulle iscrizioni non sono un successo. Queste sono state dettate dall'incertezza: da una parte la situazione economica, dall'altra la disinformazione confusionaria e convulsa del ministero sulle effettive novità della riforma, hanno impedito ai ragazzi delle scuole medie di scegliere liberamente il loro futuro. L'incremento delle iscrizioni ai licei è un risultato dopato.
E dove li mettiamo tutti questi nuovi iscritti se i soldi non arrivano? Se le strutture sono vecchie e pericolose, le scuole divise su più sedi fatiscenti, i supplenti del 2008/09 ancora non pagati? I disagi nascono come funghi. A Perugia la scuola più grande della provincia, il Liceo Scientifico Galeazzo Alessi, sarà costretta a "rimpastare" le tre terze PNI (piano nazionale informatica) in due quarte da 27 alunni. Una situazione triste, per chi ci vive tutti i giorni, per non parlare della difficoltà nel lavorare con così tanti alunni in un corso d'eccellenza. I laboratori cadono a pezzi per le infiltrazioni d'acqua. I corsi di recupero dei debiti formativi non sono garantiti per mancanza di denaro. Però avremo le lavagne interattive!
*Rete degli Studenti Medi
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