Scritto da Massimiliano Coccia
diretto da Andrea Rusich
(Ita '40 - Ensemble/Pensieri in arte)
Primavalle 1973. Un commando terroristico appartenente a Potere Operaio appicca il fuoco nella casa della famiglia di Mario Mattei, segretario della sezione dell'MSI del quartiere.
Stefano e Virgilio Mattei di 10 e 22 anni muoiono tra le fiamme.Primavalle 2010. Un bambino gioca a pallone, il pallone rimbalza contro un muro. Un ragazzo poco più che ventenne ricerca tra libri e ritagli di giornale per capire la storia della sua città.Tra un pallone calciato su un muro e una domanda, nasce l'incontro con Giampaolo Mattei, che racconta di quel 16 Aprile del 1973. Le parole diventano un fiume, che pervaso da ritmo e colore, attraversa la storia recente della città e ci restituisce le vite di Stefano e Virgilio e le proietta nel futuro. "Una notte a Primavalle" è un viaggio nella memoria recente del nostro Paese, che porta a scoprire una terra di nessuno, un limbo, dove rimangono appese vite, storie e volti.
All'interno l'intervento dell'autore per la rubrica "L'Evidenziatore".
Cronaca ideale di un documentario.
Una notte a Primavalle.
Di Massimiliano Coccia*
Raccontare il rogo di Primavalle non è mai facile perché fa parte di quel segmento negato della nostra storia e della nostra memoria collettiva che ha cannibalizzato per anni la discussione su quanto accadde in quegli anni.
Raccontare attraverso le parole, la pellicola e le immagini quel drammatico episodio significa restituirlo alla memoria della nostra generazione. Noi ci abbiamo provato, abbiamo provato a raccontare la storia di Stefano e Virgilio Mattei, abbiamo provato a raccontare una famiglia degli anni '70, per farlo abbiamo camminato per le vie di Roma con Giampaolo Mattei, fratello di Stefano e Virgilio, che come una lunga traversata nel deserto ha portato avanti negli anni con forza e dolore quei momenti che hanno per sempre cambiato il corso della sua vita e di tante altre persone. Abbiamo incontrato Walter Veltroni che avviò da Sindaco un percorso di condivisione della memoria recente di questa città, abbiamo intervistato Gianni Alemanno, che oggi ha l'onere di rappresentare una complessa comunità cittadina che spesso vive in maniera critica al suo interno quella moltitudine di episodi che hanno segnato la storia di Roma dal dopoguerra ad oggi.
Abbiamo fatto questo documentario proprio per estirpare la radice dell'odio che si nutre di disinformazione, di scarsità di idee, argomenti e notizie, quell'odio che sopravvive grazie alla relativizzazione della memoria, dove tutti sono dei numeri, una statistica incasellata in alcuni ambiti precisi. Ma "fare memoria" significa raccontare di vite spezzate, di abitudini consuete, "fare memoria" significa fuggire dalla ricerca della lacrima e del pietismo ed andare dritto al cuore del problema.
Per questo entrare nelle case, nelle vite di questi ragazzi significa renderli vivi e farli divenire un patrimonio per tutta una classe generazionale diversa e nuova.
Il documentario inoltre, con nostra grande soddisfazione sta riscuotendo molti consensi, ritireremo nelle prossime settimane la menzione speciale del Festival Giovanile del Cinema di Palestrina e all'Alpheus a Roma il riconoscimento di "Marte Live", riconoscimenti che giungono da festival giovani e per questo sono motivo ancor di più felicità perché è lì la radice vera del nostro impegno, con la speranza che questa memoria contamini e renda giustizia. A chi ne merita tanta.
*Autore del documentario "Una notte a Primavalle", scrittore classe 1985
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