Milano, 21 maggio 2010. Ieri al Triboniano è accaduto un fatto di gravità inaudita, un evento che non bisognerà mai dimenticare.
Le Istituzioni e le autorità di pubblica sicurezza hanno tradito ripetutamente la propria missione e violato diversi articoli della Costituzione, a partire dal numero 13, che sancisce concetti precisi: "La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge". Gli abitanti del campo di via Triboniano stavano recandosi verso piazza Scala, in qualità di liberi cittadini, senza aver causato alcun problema di sicurezza.
La polizia non aveva alcuna autorità per fermarli e porre limitazioni al loro diritto a spostarsi. Se accettiamo in qualsiasi misura che le libertà fondamentali dell'individuo vengano limitate o addirittura inibite dall'autorità, allora accettiamo di essere schiavi, di aver perduto il bene più prezioso, quella libertà che patrioti ed eroi hanno difeso nelle diverse epoche a prezzo della propria vita. Quello che è accaduto in seguito è ancora peggio, e di gran lunga, perché solo nelle dittature più spietate, solo nei regimi che hanno cancellato i Diritti Umani accade che uomini in divisa, armati ed equipaggiati per la guerra civile usino violenza contro esseri umani inermi: bambini, donne e uomini.
Nel 2007 alcuni attivisti di EveryOne - alcuni Rom del Triboniano lo ricorderanno - si sono posti (attuando resistenza nonviolenta) fra le forze dell'ordine a alcune famiglie Rom romene appena rifugiatesi al campo e subito scacciate con la forza, per evitare un massacro. Anche quel giorno una giovane donna (per di più incinta) e un paio di ragazzini, oltre a un nostro giovane attivista, ricevettero colpi proibiti da parte degli agenti. Si evitò il peggio per un miracolo, ma la sproporzione di forza era evidente.
La comunità Rom non aveva ancora maturato la coscienza di oggi e gli adulti si posero solo a fare scudo con i loro corpi a difesa dei bambini. Il giorno dopo la stampa scrisse una serie di bugie, accusando i Rom di aver iniziato gli scontri. La città di Milano non è cambiata e la politica ha addestrato centinaia di sicari a fiutare il sangue delle minoranze che ha deciso di perseguitare ed eliminare, per colpirle con premeditazione e furia. Opportunamente, gli antirazzisti milanesi hanno parlato di una "soluzione finale" già pianificata.
Domenica 23 maggio alle 15 è stata indetta un'assemblea cittadina nel campo di via Triboniano. Il Gruppo EveryOne sarà presente con alcuni dei suoi attivisti e porterà ai Rom e agli antirazzisti solidarietà e la proposta di mettere in una busta tutte le copie esistenti del Patto di Legalità estorto ai Rom e rispedirle al mittente, che è il Comune di Milano, con la seguente motivazione: "Non riconosciamo la validità di questo documento, che viola apertamente la Costituzione e la Carta europea dei diritti fondamentali della persona". Quel "patto scellerato" deve tornare come un boomerang fra le mani di chi l'ha formulato, mettendo ideologie piene di odio e intolleranza "nero su bianco".
Secondo noi, sarebbe un bene se tutti coloro che credono nei valori dell'antirazzismo, della libertà e della solidarietà partecipassero all'assemblea, per dare sostegno alla comunità Rom del Triboniano, che ha dimostrato di essere composta da veri eroi (come definire, se no, il debole che si erge di fronte al forte per difendere la propria dignità umana e la propria famiglia?), ma che si trova comunque in una situazione di grande vulnerabilità rispetto all'autorità cittadina. Gli antirazzisti, che da tempo sono accanto alla comunità, si battono per una causa di civiltà, ma non devono essere lasciati soli, non di fronte a tanta arroganza e violenza.
Da parte nostra, "gandhiani per scelta e vocazione, abbiamo tentato ogni via possibile, entrando in contatto con il vicesindaco, con l'opposizione, con le associazioni che "mediano" fra Rom e Comune, con la Croce Rossa, con la Commissione e il Parlamento europeo, con l'Alto Commissario per i Diritti Umani. Questa volta, però, l'abbiamo verificato, non "arriveranno i nostri", non sopraggiungerà nessuna cavalleria, perché i "nostri"... possiamo essere solo noi. Ai prossimi presìdi, dobbiamo essere in tanti, perché è giusto, perché è importante, perché - in definitiva - siamo tutti Rom del Triboniano.
Ci vediamo lì domenica 23 maggio alle 15 al campo di via Triboniano, per un appuntamento con la libertà. Il Gruppo EveryOne
Nella foto di Steed Gamero, giugno 2007: la polizia al Triboniano
E' pronta l'Italia per il Consiglio ONU per i diritti umani? Oggi alle 11:30 conferenza stampa al Senato
Un Nobel per i difensori dei diritti umani. Anche l'Italia faccia la sua parte
Gheddafi in Italia? Una buona occasione per parlare di diritti umani!
Passa al Senato il DDL per l'istituzione Nazionale indipendente per i diritti umani
La faccia razzista dell’Italia
Insieme vogliamo provocare un altro futuro
Regno Unito: gay tanzaniano ottiene asilo dopo campagna internazionale
Diritti umani, ‘Premio Makwan’ ad attivista egiziano Hamdy Al-Azazy
Egitto, Sinai del nord: liberati 611 eritrei, decisiva azione ‘Everyone’ e altre ONG
Torino. Il comune ignora la grave emergenza che colpisce i profughi eritrei ed etiopi
Dewey Bozella: 26 anni in prigione da innocente. E' un campione dei diritti umani
Caso Emmanuel Bonsu: condannati in primo grado i vigili razzisti
E' necessario proteggere i profughi eritrei e subsahariani
Lesbica pestata a Milano, Everyone chiede analisi video di sorveglianza
Everyone alla UE: " Si fermino razzismo e xenofobia in Italia"
Libia: Everyone, entro poche ore nuovi sbarchi a Lampedusa. Previste alcune centinaia di migranti, l’Italia si prepari ad accoglierli



