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GLI STUDENTI ITALIANI CONTRO LA GELMINI
GLI STUDENTI ITALIANI CONTRO LA GELMINI

LE ELEZIONI UNIVERSITARIE LO SANCISCONO CHIARAMENTE

L'articolo (all'interno) fa parte della  nuova rubrica a cura di giovani e studenti impegnati per la libertà d'informazione dal titolo "L'Evidenziatore". Nata dalla rete di Articolo 21, dalla Rete degli Studenti e dall'Unione degli Universitari, è aperta al contributo di associazioni, giornalini, radio e siti web di studenti delle scuole e delle università per raccontare le notizie negate sulla condizione giovanile e studentesca. 

 

Per contattarci: levidenziatore@gmail.com

 

Di Giorgio Paterna*

Se gli studenti sono pro o contro la Gelmini lo dicano loro, lo dicano quegli studenti che l'Università la vivono davvero, sulla loro pelle e sul loro futuro.

La competizione elettorale studentesca che abbiamo appena passato ha visto tre grandi soggetti contrapporsi. I giovani del Pdl, schiacciati sulle posizioni del Governo e della Gelmini, il CLDS (Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio) di area cattolica, le cui posizioni sono slegate da aree partitiche, e l'"Unione degli Universitari - liste di sinistra - liste democratiche", di espressa contrarietà alle politiche del Governo e alla riforma Gelmini oggi in discussione in Senato.

Il risultato elettorale è indiscutibile. La prima lista, quella più votata è l'"Unione degli Universitari - liste di sinistra - liste democratiche" con 57.000 voti. Tanti quanti gli studenti che si sono espressi a favore di chi questo Ministro non lo vuole, a favore di chi l'Università vuole migliorarla non privatizzarla. 57 mila studenti universitari hanno appoggiato chi dal 2008 ad oggi riempie le piazze per opporsi alla Gelmini. Ma in quanti hanno invece preferito i giovani del Pdl? In quanti hanno chiaramente espresso un voto di preferenza verso la lista di appoggio alla Gelmini? Poco meno di 50.000 studenti. E questo il dato il più rilevante da estrapolare dalle analisi del voto delle elezioni universitarie.

Certamente non possiamo tener fuori dal conteggio la lista di CLDS, che ha raggiunto in totale quota 43.000 voti circa. Un risultato da realtà nazionale ma sotto le aspettative, peggiorando il dato delle elezioni nazionali di 3 anni fa. Un risultato, comunque, di chi non si esprime favorevole o contrario alla Gelmini, ma preoccupato del futuro dell'Università. Un risultato di chi non prende una posizione forte, ma volendosi smarcare da ideologie non attacca né difende il Ministro. Un risultato neutro, insomma, che non può certo essere affibbiato al computo dei voti in difesa del Ministro.

Ma chi, inoltre, non possiamo tener fuori nel dare una lettura politica al risultato elettorale. Se pensiamo che nel 2008 a dar vita all'Onda c'erano in piazza solo il 14 Novembre circa 200.000 studenti, e che a seguito di quel movimento non c'è stato un cambio di rotta nelle politiche del Governo, anzi un inasprimento con il recente ddl di riforma, è chiaro che una buona parte dell'Onda non ha partecipato al voto. E nonostante questo la lista dellUdu e delle liste di sinistra ha vinto le elezioni.

La lettura finale di queste elezioni di certo non può essere, come i Ministri Gelmini e Meloni hanno più volte detto, che gli studenti sono con il Governo e con la riforma dell'Università. Dirlo peraltro in un momento di agitazione di una componete dell'Università come quella dei ricercatori, capace di bloccare il prossimo anno accademico per l'indisponibilità a fare docenza oltre quella dovuta, consegna alle due Ministre l'immagine di governanti che devono far di tutto pur di dare l'immagine al Paese che tutto sia in armonia, per non assumersi le proprie responsabilità.

Le elezioni del CNSU ci dicono chiaramente che gli studenti universitari contestano il percorso di riforma dell'Università, la precarizzazione del diritto allo studio e l'assenza di risposte per il futuro delle giovani generazioni. Se il Governo ha intenzione di riconoscere questo dato sarà un atto di serietà, se invece l'intenzione sarà quella di insabbiare o mistificare questo risultato avremo un ulteriore elemento di una crisi democratica del nostro Paese che rischia di portare l'Italia alla conclusione della sua seconda Repubblica.


* Coordinatore nazionale UDU- Unione degli Universitari

www.udu.it

 

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