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Milano, disperazione e barricate al campo Rom di via Triboniano
Milano, disperazione e barricate al campo Rom di via Triboniano
Milano, 13 maggio 2010. Altre cinque famiglie Rom del Triboniano sono state colpite da provvedimento di allontanamento a causa di "violazioni del patto di socialità". Le violazioni, che servono da pretesto per le espulsioni, sono basate su normative anticostituzionali, fra cui quella di non ricevere nessuno presso l'insediamento senza autorizzazione da parte delle autorità. Una regola che valeva per la popolazione di fede ebraica internata nei ghetti di Varsavia e Lodz, ma che non può valere in un luogo in cui vivono famiglie indigenti e colpite da emarginazione sociale, all'interno di una metropoli che fa parte di un paese democratico. Martedì e giovedì, scorsi altre cinque famiglie erano state oggetto dello stesso provvedimento. Motivazione, aver ospitato, appunto, parenti non autorizzati. Il vicesindaco, successivamente, avrebbe affermato che le famiglie espulse sarebbero proprietarie di appartamenti nel Pavese, notizia che in seguito a ricerche da parte del nostro gruppo è risultata infondata. La realtà è una sola: entro dicembre il Comune intende espellere tutte le famiglie dal campo, ponendo a pretesto ora l'una ora l'altra "violazione" del famigerato patto. In un incontro presso la Casa della Carità in via Brambilla, le Istituzioni cittadine hanno proposto alle famiglie un contributo economico per uscire dall'Italia spontaneamente, firmando un impegno a non rientrare per i prossimi 15 anni. Un contributo-affitto è stato promesso ai capifamiglia in grado di trovare, da soli, nell'attuale clima di intolleranza, un lavoro e un alloggio. Gli attivisti del Gruppo EveryOne sono vicini alla comunità Rom del Triboniano, ma sono stati fatti oggetto di ostilità, insulti e minacce da parte di alcuni sedicenti "antirazzisti" che affiancano le famiglie Rom internate. Per evitare di offrire alle autorità un'immagine indecorosa di conflittualità sula pelle degli emarginati, abbiamo deciso di seguire le famiglie rinunciando a presenziare agli sgomberi. Contemporaneamente, cerchiamo di assistere i nuclei familiari rimasti in mezzo alla strada e proseguiamo nelle azioni di denuncia nazionale e internazionale contro il patto di socialità e le politiche anticostituzionali e inumane che colpiscono i Rom del Triboniano e degli altri insediamenti milanesi. E' ormai evidente a tutti ciò per cui ci battiamo da anni, ovvero che dietro un paravento di "messa in sicurezza dei campi e avvio di politiche di integrazione" si cela un piano strutturato per fasi di pulizia etnica, come dimostrano i numeri. Se nel 2006 vivevano a Milano circa 15 mila Rom (uno dei numeri più bassi riguardo alle grandi città europee), oggi ve ne sono circa 1200. Di fronte ai numerosi agenti di polizia locale e carabinieri in assetto antisommossa, i Rom di via Triboniano hanno eretto barricate, mettendo anche bombole del gas in mezzo alla strada, in un disperato tentativo di resistenza, dettato dal panico di fronte a un esagerato spiegamento di forza pubblica e alla prospettiva di un futuro senza punti di riferimento.  
 Nella foto, immagine di repertorio, altri sgomberi messi in atto nel 2007 al Triboniano
 
Triboniano, purtroppo vince la forza. Un'altra famiglia sgomberata

Milano, 14 maggio 2010. Nonostante i moti di protesta avvenuti ieri in via Triboniano, la famiglia Rom colpita da provvedimenti di allontanamento è stata cacciata dal campo. Ecco cosa ci scrive la Casa della Carità: "Su quanto accaduto nella mattinata di giovedì 13 maggio precisiamo che una sola famiglia è stata allontanata dal campo. Il motivo è che risulta proprietaria di una casa in Italia, condizione che non permette la permanenza nell'area di via Triboniano. L'allontanamento non è stato contestato dalle altre famiglie. Cogliamo l'occasione per precisare anche che i cinque allontanamenti effettuati ai primi di maggio sono dovuti: tre perché le famiglie sono proprietarie di case in Italia (nelle quali sono andate poi effettivamente ad abitare); due perché assenti dal campo da più di sei mesi". Da parte nostra, abbiamo svolto ricerche, non identificando gli appartamenti di proprietà in cui vivrebbero oggi le famiglie espulse da via Triboniano. Abbiamo chiesto alla Casa della Carità di indicarci gli indirizzi e di consentirci sia la verifica dell'esistenza di contratti di compravendita intestati ai capifamiglia, sia la condizione sociale in cui versano oggi le famiglie colpite dal provvedimento. Attendiamo risposta, che pubblicheremo nel sito.
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