L'articolo (all'interno) fa parte della nuova rubrica a cura di giovani e studenti impegnati per la libertà. d'informazione dal titolo "L'Evidenziatore". Nata dalla rete di Articolo 21, dalla Rete degli Studenti e dall'Unione degli Universitari, è aperta al contributo di associazioni, giornalini, radio e siti web di studenti delle scuole e delle università per raccontare le notizie negate sulla condizione giovanile e studentesca.
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*Della Rete degli Studenti di Potenza
17 anni, 17 lunghissimi anni sono passati da quel 12 settembre 1993 e finalmente Elisa Claps (studentessa potentina di 16 anni) è stata ritrovata, cadavere, nel sottotetto della Chiesa della SS Trinità di Potenza, l'ultimo posto nel quale è stata vista con certezza. La si è cercata ovunque: In Albania, nella diga di San Giuliano, a Metaponto, si era addirittura arrivati a dire che si trovava in Brasile, che stava bene e le ricerche dovevano finire.
Invece era sotto gli occhi di tutti, sotto il naso di tutti, a cento passi da ciascuno di noi.
Elisa era qui rinchiusa in un sottotetto polveroso e sporco che "nessuno" ha visitato negli ultimi 17 anni, o almeno così dicono.
La famiglia Claps può finalmente avere "una tomba dove poter portare un fiore" come ha chiesto per molto tempo Filomena Iemma, la mamma di Elisa, che si era anche lei ormai rassegnata nell'aspettare il ritorno della figlia viva.
Ma tutta questa storia non può finire qui, non può finire adesso, con il solo ritrovamento del corpo. Tutti noi siamo convinti che le indagini, le ricerche del colpevole o, molto verosimilmente, dei colpevoli di questo omicidio devono andare avanti e portare, stavolta, a conclusioni soddisfacenti e certe.
La voglia di avere dei risultati concreti è stata espressa da tutta la città di Potenza che in un rigurgito di incredulità ed indignazione è scesa in piazza chiedendo verità e giustizia.
Verità e giustizia che sono state richieste in primis dalla famiglia di Elisa e, a gran voce, anche da Don Marcello Cozzi, coordinatore di Libera Basilicata che ha partecipato alla grandissima manifestazione del 20 Marzo organizzata da Libera e dalla Rete degli studenti medi di Potenza, per reagire immediatamente alla notizia che, nel pomeriggio del 17 Marzo 2010 ha sconvolto l'intera cittadinanza. Un corteo enorme, le voci dei giovani che leggevano i nomi delle vittime di mafia e nel volto della gente un'unica espressione; l'espressione delusa di chi non si fida più della sua città.
Sul palco allestito in piazza Mario Pagano, sotto il quale si è concluso il corteo si sono susseguiti vari interventi: Gildo Claps, Anna Lucia Brucoli (in rappresentanza di tutti gli studenti di Potenza), don Marcello Cozzi ed infine l'ultimo doloroso intervento di Mamma Filomena.
"Oggi per Elisa è un giorno speciale - comincia così il discorso della madre di Elisa - Sapevo che lei non sarebbe più tornata e ho chiesto al Signore la grazia di riavere i resti, per poter portare un fiore sulla sua tomba. Adesso voglio un'altra grazia, ancora più grande: voglio conoscere la verità. Chi sa la verità venga da me, non ho paura di nessuno, né mafiosi, né delinquenti".
Un discorso ascoltato in rigoroso silenzio da tutta la piazza che ha interrotto varie volte le parole di Filomena Iemma con scrosci di applausi.
Dure anche le parole del fratello di Elisa, Gildo: "Non ci siamo mai arresi, abbiamo sempre cercato la verità e ora ancora più di prima. La famiglia Claps ora presenta il conto, e sarà un conto salato. Prima eravamo in pochi a chiedere la verità, oggi siamo in tanti. Lo dobbiamo ad Elisa. Ciao sorellina" Molto dirette le parole di don Marcello Cozzi che mette l'accento sui troppi punti oscuri di questa orrenda vicenda: "Nessuno ci riprovi a capovolgere di nuovo le cose e a confondere nuovamente gli avvenimenti, chiediamo perdono solo ad Elisa e alla sua famiglia: a nessun altro. Basta con le cose dette e non dette, mai più si sparisca senza che nessuno abbia visto niente, basta con certe fin troppo esasperate prudenze, basta con le mezze verità, basta con tatticismi di qualunque tipo sulla pelle dei nostri ragazzi, basta con quel quieto vivere che ha paura di rompere gli equilibri di certi poteri nascosti che hanno costruito quell'ipocrita apparenza che nella storia di Elisa è colpevole quanto la mano omicida".
Ai poteri forti ha fatto riferimento anche la portavoce di tutti noi studenti Anna Lucia Brucoli: "Eri qui nella tua chiesa a soli cento passi da noi. Per caso, per un semplice caso ti abbiamo trovata ed adesso ci chiediamo chi ti ha portata via. Perché? Perché Tu? Ancora una volta ti diciamo che siamo qui, contro i poteri forti, contro l'omertà, contro chi ti ha uccisa. Oggi qui urliamo basta a questo silenzio assordante. Da questa piazza rinasciamo come la primavera, dobbiamo dire no ai compromessi, no alle menzogne, no alla paura, no alle mezze verità. Diciamo invece si alla lotta alle mafie, si alla giustizia. Questa è la nostra primavera. E come dice Neruda: "Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera"
A questo proposito urliamo a gran voce che la Rete degli studenti medi di Potenza rappresenta anche Elisa e difende con forza il suo più grande diritto: la giustizia che le è stata negata. Continueremo a seguire questa triste storia da vicino,con la famiglia Claps, con Libera, con il laboratorio sociale Reset e con tutti coloro che combattono l'omertà. La nostra lotta non è finita il 20 Marzo ma davanti a quella chiesa ci siamo stati anche il giorno dopo e il giorno dopo ancora e ci saremo sempre. Sabato 17 Aprile a un mese dal ritrovamento del corpo le voci del fratello e della mamma di Elisa, di Don Cozzi e di Annalucia verranno trasmesse senza interruzione davanti quella Chiesa che di Elisa ci ha lasciato solo il ricordo. Questo come atto di denuncia verso quel maledetto silenzio durato 17 anni che si è trasformato nel grido disperato di VERITA' E GIUSTIZIA.
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