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di Giulia Fresca
"Ma i cittadini hanno scelto la maggioranza politica e non il governo e l’hanno fatto sulla base di un programma elettorale che, ad oggi, non è stato rispettato, come, e mi ripeto, nel caso del Mezzogiorno… Sottoscrivo in pieno l’appello di Articolo21 a favore del presidente Napolitano e e della Costituzione. E ritengo che sia nostro dovere difendere i diritti costituzionalmente garantiti di cui fanno parte le prerogative del Presidente della Repubblica e di parlamentari eletti dal popolo…" Così la parlamentare di Futuro e Libertà Angela Napoli in un'intervista sul sito di Articolo21. "La Legalità deve essere intesa come Rispetto, Etica e Morale di chi occupa determinati incarichi"
Onorevole Napoli, dopo tanti anni e tante battaglie, sembra che il neo partito Futuro e Libertà graviti intorno alle sue posizioni. Non è mai troppo tardi?
Qualcuno mi accusa di mancanza di coerenza ma in realtà, come dice lei, sono assolutamente in linea con quanto ripeto da anni. La scelta che abbiamo operato è perfettamente coerente con le mie posizioni e chi dice il contrario lo fa solo per la rabbia di non dover ammettere che avevo ragione. Del resto, non è facile dare il dovuto riconoscimento in un Paese come il nostro.
Che Paese è oggi l’Italia e quali sono le sue priorità ?
È un Paese senza legalità. É quanto vado dicendo da tempo. Legalità intesa come Rispetto, Etica e Morale di chi occupa determinati incarichi. Purtroppo non è così e tante cose che dovevano essere fatte sono state messe da parte. Un esempio per tutti è la questione sul Mezzogiorno d’Italia che rimane tale anziché, come speravo, venisse integrato nell’ambito di appartenenza dell’Unione Europea. Abbiamo bisogno di legalità, di riprendere la questione meridionale, di attuare la riforma della Costituzione e soprattutto cambiare la legge elettorale.
Non crede che si stia facendo dimenticare agli italiani che essi votano per i Parlamentari anziché per il Governo e che il Presidente della Repubblica sta applicando i diritti costituzionalmente garantiti?
Quanto si sta affermando in questi giorni da parte del Governo è una grande bugia ed una mancanza di rispetto della Costituzione e delle prerogative del Presidente della Repubblica. Non possiamo dimenticare che proprio Francesco Cossiga si appellò sempre con determinazione a tali prerogative , ma oggi c’è un errore di fondo richiamato da esponenti della Lega Nord e del PdL secondo i quali “si verrebbe meno alla volontà dei cittadini nell’aver eletto il Governo!”. È una bugia ed un grave errore continuare su questa strada perché è noto che il Governo è formato dal Presidente del Consiglio dei Ministri ed avallato dal Presidente della Repubblica. Ma i cittadini hanno scelto la maggioranza politica e non il governo e l’hanno fatto sulla base di un programma elettorale che, ad oggi, non è stato rispettato, come, e mi ripeto, nel caso del Mezzogiorno. Ricorda il Piano Scajola, che noi avevamo accolto con atteggiamento riguardoso? Ebbene, di questo Piano non si è saputo più nulla, non si sa in quale cassetto è finito e solo da qualche “ora” vogliono riproporcelo. È impensabile riproporre tematiche delicate in momenti “effervescenti” per il Governo come se nulla fosse, anche perché occorre verificare i contenuti e le reali applicazioni. L’esempio è il caso del federalismo fiscale da associare al piano, e, se deve essere “non equo e solidale” come vuole Bossi, non è facile da porre sul piatto dopo che per due anni ha fatto parte delle cose non solo sottaciute ma addirittura cancellate come la sottrazione dei fondi Fas per le aree depresse.
Cosa sta succedendo davvero e come si conciliano, secondo lei, gli atteggiamenti di attacco al Presidente della camera Fini con il corteggiamento di queste ore? È solo una manovra per prende tempo e scongiurare un nuovo Governo?
Non penso che il Governo così com’è costituito abbia l’intendimento serio di collaborare ad attuare e risolvere determinate problematiche. Del resto, da una parte c’è il tentativo di confrontarsi su tematiche importanti per scongiurare l’ipotesi di un Governo di transizione, dall’altra c’è il quotidiano linciaggio nei confronti del Presidente della Camera, Gianfranco Fini e dei parlamentari di Futuro e Libertà Non so se tutto ciò sia compatibile, e soprattutto dopo le accuse che il giornale di famiglia del Presidente del Consiglio sta portando avanti da oltre otto mesi nei confronti di Gianfranco Fini e che, con un documento del PdL è stato messo alla porta senza contraddittorio. Sono cose che non possono passare in sordina né si può pensare che Gianfranco Fini debba dimettersi da Presidente della Camera solo perché “non tutela la maggioranza”. Il Presidente della Camera non deve rispondere alla maggioranza politica sua o non sua, ma a tutti i parlamentari.
Fu il primo Governo Berlusconi attraverso la Pivetti e Scognamiglio a destinare le figure istituzionali del Parlamento ai rappresentanti della maggioranza. Fino ad allora, basta ricordare Nilde Iotti ed i governi DC, le cose erano diverse.
Questo è significativo di come il Presidente del Consiglio intende il Parlamento italiano. Egli lo ha sempre mancato di rispetto ed ha cercato di annientare tutte le prerogative dei parlamentari. Secondo le sue intenzioni, il Parlamento dovrebbe essere un “ratificatore” del Presidente del Consiglio e del Governo, così come è stato in questi due ultimi anni e mezzo di legislatura nel corso dei quali siamo stati chiamati a ratificare esclusivamente testi attuati dal Governo senza che ci fosse la possibilità di portare avanti iniziative parlamentari ad eccezione di tre o quattro tra le quali la legge che prevede la punibilità dei candidati che si avvalgono dell’appoggio dei mafiosi.
Onorevole Napoli, le sue ipotesi sono raccapriccianti. Stiamo vivendo un Golpe Bianco?
Di fatto è così perché quando, addirittura, non c’è la possibilità di confrontarsi all’interno di un Partito inibendo il cofondatore, Gianfranco Fini, in qualsiasi discussione su problemi che devono essere affrontati così come , analogamente nel Parlamento, allora è inevitabile che si sta andando verso una direzione sbagliata
Qual è la sua soluzione?
Sono perfettamente convinta che andare ad elezioni oggi sia offensivo per gli stessi cittadini e che soprattutto sia inutile. Occorrerebbe invece una certa responsabilità, cominciando dal Presidente del Consiglio che dovrebbe evitare di mandare input e soprattutto inutili mediatori, ma mettendo sul tavolo problematiche vere da affrontare con l’attuale gruppo di Futuro e Libertà e con tutte le opposizioni. Ciò perché i problemi sono tanti e tali che non possono essere risolti senza tutti i raggruppamenti presenti in Parlamento.
Onorevole Napoli lei sta chiedendo a Berlusconi di fare un passo indietro, un atto di umiltà?
Si. Se il Presidente del Consiglio, lasciando da parte chi, all’interno del Governo, e mi riferisco agli ex colonnelli di An, tende a mettere fuoco ed a non smorzare gli animi, riesce ad aprire un vero confronto, allora si può anche tornare a discutere, altrimenti è giusto che il Presidente della Repubblica verifichi la presenza di una nuova maggioranza e si vada verso un governo di transizione che non necessariamente deve essere tecnico. Un atto di umiltà. Beh si, in fondo questa è una situazione che ci è caduta addosso e che ci è stata imposta. Noi oggi abbiamo solo il dovere di fare le scelte opportune per garantire la tutela dei diritti dei cittadini.
Articolo21, attraverso il suo portavoce Giuseppe Giulietti ha lanciato un appello agli italiani perché sottoscrivano il Patto per la Costituzione, indirizzando il sostegno all’azione del Presidente Napolitano, cosa ne pensa?
Lo sottoscrivo in pieno e ritengo che è nostro dovere difendere i diritti costituzionalmente garantiti di cui fanno parte le prerogative del Presidente della Repubblica e di parlamentari eletti dal popolo.
Dall’Italia alla Calabria. Una terra di contraddizioni a cominciare dalle dichiarazioni del Ministro Roberto Maroni sulla dimunizione degli sbarchi e la richiesta del prefetto Domenico Bagnato, commissario a Rosarno sull’istituzione di un Centro di Permanenza Temporaneo. Che succede realmente?
Maroni sbaglia e tutti i giorni viene contraddetto da nuovi sbarchi che non avvengono con carrette malandate ma con barche importanti come quella che ha portato la notte scorsa donne e bambini sulle coste calabresi. Altro che diminuzione, il problema dgli immigrati rimane integro ed è significativo del fatto che sia stato del tutto sottovalutato.
In Calabria ci sono anche il caso Reggio ed il caso Corigliano. Il Sindaco Raffa che si dimette, poi ritira le dimissioni ed inserisce in giunta tre nomi tra i quali Irene Pivetti, scatenando azioni politiche del tutto impreviste. A Corigliano invece il sindaco Straface non ha alcuna intenzione di andare via, ed allora?
Nel caso di Reggio Calabria non mi sono intromessa se non in merito alle dimissioni del sindaco Raffa perché non ho condiviso l’atteggiamento dei consiglieri che avevamo presentato il documento di sfiducia. Ho capito che l’azione di Raffa nasceva da un malumore all’interno del Comune ed oggi che la situazione è apparentemente rientrata sono sempre più convinta che le forze investigative e la Magistratura debbano verificare i reali motivi che lo hanno spinto a presentare le dimissioni. Esiste il “Sistema Reggio” che sta emergendo con forte preoccupazione all’interno delle Istituzioni e basterebbe ricordare le operazioni Meta e Crimine con diramazioni in Lombardia e Liguria, per capire che è molto pericoloso. Mi auguro solo che la Magistratura indaghi. Per quanto attiene l’operazione Santa Tecla è emerso che gli Straface, i fratelli del sindaco di Corigliano sono rientrati nel regime del 41 bis, il che impone come la situazione sia grave e del resto di fronte alle accuse ed alle intercettazioni trovo assurda la permanenza nell’incarico a sindaco della sorella la cui elezione, sempre secondo quanto in possesso degli inquirenti, è stata avvalorata dalla forte ingerenza in fase elettorale proprio dall’azione criminosa dei fratelli. In tutto questo c’è anche il ruolo dell’amministrazione provinciale di Cosenza che ha concesso in appalto alle ditte degli Straface importanti lavori pubblici proprio nel periodo in cui la sorella, oggi sindaco di Corigliano, era consigliere provinciale. Personalmente porterò in Commissione Antimafia tali situazioni e chiederò al Ministro degli Interni che la richiesta di scioglimento del comune di Corigliano non faccia la fine che ebbe Fondi. Non mi meraviglierei se gli stessi componenti che allora si opposero all’azione, tornino ad opporsi a questa nuova richiesta.
Cosa si aspetta da Mirabello?
Con la Festa Tricolore targata Futuro e Libertà, ci aspettiamo di dare l’avvio a questo nuovo partito, con la consapevolezza che se vogliamo bene all’Italia, dobbiamo essere preparati a tutto.
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