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Articolo 21 - Libri
L'impero (di Gigi Di Fiore)
L'impero (di Gigi Di Fiore)

Nelle campagne del casertano nasce e si consolida, fino a superare i confini nazionali ed europei, uno dei clan più pericolosi e sanguinari dell’Italia meridionale, quello dei casalesi, che come nel caso dei Corleonesi in Sicilia prende il nome dal proprio paese d’origine Casal Di Principe. Un fenomeno criminale delle campagne dell’agro aversano che si afferma grazie alla violenta sopraffazione perpetrata ai danni di proprietari terrieri e semplici contadini. Si tratta di bufalari che in fretta, però, diventano uomini d’onore e referenti dei mafiosi siciliani con un’alleanza organica alla cupola di Cosa Nostra. Da quando in Italia è scoppiato quello che Tano Grasso chiama il fenomeno del Gomorrismo, l’analisi della mafia casertana diventa argomento quotidiano anche per i non addetti ai lavori. Sandokan, Cicciotto ‘e mezzanotte, Capatosta,’O ninno, non rappresentano più soprannomi di misconosciuti delinquenti di periferia ma di figure di cui si discute e dibatte in ogni salotto e su tutte le pagine dei giornali. Le uniche fonti a cui ricorrere per conoscere la storia dei clan di queste zone, oltre a quelle processuali, adesso raccolte nel libro “Questa corte condanna”, sono rappresentate da un romanzo di Nanni Balestrini, “Sandokan, storia di camorra”, l’unico testo di cui è stato richiesto dagli avvocati del boss Francesco Schiavone il ritiro dal commercio, e dagli articoli della giornalista de Il Mattino Rosaria Capacchione. Un vuoto che viene finalmente colmato da “L’impero” (Rizzoli editore euro 19,00) l’ultima fatica letteraria dell’inviato de “Il Mattino” Gigi Di Fiore. Un testo dal quale non si può prescindere se si vuole conoscere l’epopea di quei camorristi che sin dagli anni ottanta hanno sviluppato un controllo militare del territorio esigendo percentuali sulla vendita di droga, sulla prostituzione, sul gioco d’azzardo, hanno esercitato estorsioni su ogni attività commerciale, si sono infiltrati in tutti gli appalti pubblici e allo stesso tempo governato gli investimenti immobiliari, fatto affari con la politica, eletto i propri rappresentanti, diversificato le proprie attività in settori che vanno dalle pompe funebri alla produzione di mozzarella di bufala fino al calcio, hanno riciclato milioni di euro arricchendosi col business dei rifiuti tossici e delle discariche abusive. Di Fiore compie un convincente viaggio che ha inizio nei primi anni del secolo scorso quando, cioè, il Duce del fascismo decide di sopprimere la provincia di Caserta accorpandola a quella di Napoli perché considerata “una plaga abitata da una popolazione che sin dal tempo dei romani godeva di una pessima reputazione”.

Con documenti, atti giudiziari, riferimenti dalla cronaca Di Fiore descrive la realtà di un territorio ancora oggi sconosciuto a gran parte degli italiani, “dove esporsi rappresenta un rischio perché oltre ad essere disarmati e abbandonati si rischia la morte nel silenzio ed isolamento generale”. Dai bufalari ai primi uomini d’onore, dal primo capo clan Antonio Bardellino, ufficialmente defunto anche se il suo corpo non è mai stato ritrovato, agli ultimi boss sottoposti al regime carcerario del 41 bis che si definiscono semplicemente dei bravi imprenditori, fino agli ultimi tragici eventi di cui continuano a parlare, finalmente, le tv di tutto il mondo. Ottima anche la delucidazione su quanto accaduto a Roberto Saviano ed interessanti le opportunità di riflessione che lo stesso autore, col piglio del mestiere giornalistico che ben conosce, offre al lettore con un’agile e per nulla compiacente scrittura. Da sottolineare alcune discrepanze in merito ai dati sui beni confiscati e la mancata citazione delle attività proposte proprio dall’Osservatorio Provinciale sull’uso sociale dei beni confiscati. Si tratta, comunque, di un testo che rappresenta una chiave di chiara e lucida lettura di quel cancro sociale chiamato camorra “contro il quale si vedono troppi tifosi e pochi giocatori”.

 

di Pietro Nardiello


NOTE BIOGRAFICHE
Gigi Di Fiore
, già redattore al “Giornale” di Montanelli, è oggi inviato del “Mattino” di Napoli. Nel 2001 ha vinto il Premio Saint Vincent per il giornalismo. Si occupa da oltre vent’anni di criminalità organizzata, su cui ha pubblicato una serie di saggi. I più noti: Potere camorrista (Guida 1993), Io, Pasquale Galasso (Pironti 1994) e il recente La camorra e le sue storie (Utet 2005), più volte ristampato. Tra i suoi saggi sulla storia delle Due Sicilie e il brigantaggio I vinti del Risorgimento (Utet 2004) e per Rizzoli Controstoria dell’unità d’Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento (2007).


L' Impero
TRAFFICI, STORIE E SEGRETI
DELL’OCCULTA E POTENTE MAFIA
DEI CASALESI
Gigi Di Fiore

Rizzoli editore
Euro: 19.00
Pagine: 420

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