La Front Line Foundation, organizzazione internazionale per la protezione degli attivisti per i diritti umani a rischio (www.frontlinedefenders.org), fondata a Dublino nel 2001 e che coopera con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, ha inviato una dichiarazione al primo ministro Berlusconi, al ministro dell’Interno Maroni e a diverse autorità politiche e giudiziarie italiane, tra cui il GIP di Pesaro, in riferimento al decreto penale di condanna notificato a Roberto Malini e Dario Picciau, co-presidenti con Matteo Pegoraro del Gruppo EveryOne. I due attivisti sono stati infatti condannati dal GIP di Pesaro Raffaele Cormio a un mese di carcere commutato in una sanzione pecuniaria di € 1.140 ciascuno per il reato p. e p. dall’art. 110, 340 c.p., perché, il 20 dicembre 2008, “in concorso tra loro, cagionavano l’interruzione o comunque turbavano una operazione di polizia, finalizzata all’identificazione di tre cittadini stranieri, pronunciando espressioni ingiuriose e denigratorie nei confronti del personale dell’U.P.G.S.P. – Questura di Pesaro-Urbino operante ed ingerendosi nella sua attività”.
“Front Line ritiene che la condanna inferta a Roberto Malini e Dario Picciau” scrive al premier Silvio Berlusconi la direttrice della fondazione internazionale, Mary Layor, “sia dovuta al loro legittimo impegno come attivisti per i diritti umani in supporto alle minoranze, e in particolare al popolo Rom. Pertanto, chiediamo alle Autorità italiane di prendere tutte le misure utili a scongiurare il perpetrarsi della persecuzione dei difensori dei diritti umani Roberto Malini, Dario Picciau e degli altri membri del Gruppo EveryOne”. Oltre a chiedere formalmente che ai due co-presidenti dell’organizzazione venga garantito il pieno rispetto dei propri diritti attraverso un equo processo, in accordo con le procedure internazionali – Malini e Picciau hanno infatti presentato opposizione al decreto penale, assistiti dagli avvocati Valeria Novelli e Silvano Zanchini del foro di Pesaro –, la Front Line International Foundation for the Protection of Human Rights Defenders chiede al Governo italiano di “garantire in ogni circostanza che gliattivisti per i diritti umani in Italia siano in grado di portare avanti le loro legittime attività a tutela dei diritti umani senza paura di repressioni e liberi da ogni restrizione, inclusa la persecuzione giudiziaria”.
Oltre a Front Line, sulla vicenda di Malini e Picciau, condannati in seguito a dichiarazioni non veritiere di un agente di Polizia di Stato e senza essere stati preventivamente ascoltati da un Giudice, sono finora intervenuti moltissimi esponenti della società civile e dell’attivismo internazionale, tra cui gli ex eurodeputati Vittorio Agnoletto e Viktoria Mohacsì, l’intellettuale Ian Hancock (una delle massime autorità politiche e culturali al mondo sul popolo Rom), Gypsy Connection, Lolo Diklo – Roma against racism, Thèm Romanò, Aven Amentza – Unione Rom e Sinti e altri.
Sulla vicenda che ha coinvolto gli attivisti di EveryOne verranno infine presentate questa settimana due interrogazioni parlamentari alla Camera e al Senato.
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